Ferrara, 9 ottobre 2017 - Anis Hanachi, il fratello dell'attentatore che alla stazione di Saint-Charles di Marsiglia ha ucciso a coltellate le cugine Laure e Marianne (FOTO), era stato respinto dall'Italia nel 2014 quando arrivò a Favignana con altri tunisini su un barcone. Poco dopo, si era recato in Siria per combattere come foreign fighter (VIDEO)

La probabile presenza dell'uomo in Italia è stata segnalata dalle autorità francesi la sera del 3 ottobre e il 4 si è avuta la certezza che fosse nel nostro Paese, in Liguria. Anis Hanachi è poi stato arrestato il 7 ottobre a Ferrara, in via Bologna (FOTO) mentre girava in bicicletta. Gli agenti della Digos di Ferrara e Bologna, su indicazione dell'antiterrorismo della polizia di Stato, hanno dato esecuzione al mandato di arresto europeo. Anis è sospettato di aver organizzato l'attentato in Francia in cui sono morte le due ragazze: l'accusa è di partecipazione ad associazione terroristica e complicità nel delitto commesso dal fratello. .

Alle autorità italiane Anis non era noto come soggetto radicalizzato: nelle banche dati delle forze di polizia risultava solo il fotosegnalemento del 2014. "Sono stati i colleghi francesi - ha spiegato Lamberto Giannini, il direttore dell'Antiterrorismo della polizia - a segnalarcelo come combattente del jihad nel contesto siro-iracheno". Anis fu rispedito in Tunisia, "non per qualche motivo di pericolosità, ma per la sua condizione di clandestinità", precisa Giannini. Nelle file dei jihadisti, assieme ad altre migliaia di foreign fighters, Anis avrebbe militato per almeno due anni, dal 2014 al 2016.

"Non sono stati fermati altri familiari di Anis Hanachi", ha precisato Franco Roberti, capo della Procura nazionale antimafia e antiterrorismo, rispondendo a una domanda dei giornalisti nel corso della conferenza stampa al Viminale. Roberti ha anche precisato che Anis non sta collaborando. Secondo Roberti, saranno molto brevi i tempi per l'estradizione in Francia.

Il capo della procura antimafia precisa anche che "secondo l'ipotesi investigativa fu Anis Hanachi ad indottrinare il fratello, Ahmed, e provocarne la radicalizzazione" fino all'attentato di Marsiglia.

Gli inquirenti e gli investigatori hanno sottolineato che, al momento, "non ci sono evidenze" che Anis Hanachi volesse compiere azioni in Italia o stesse pianificando attacchi nel nostro Paese, né sono emersi elementi che possano far ritenere che il 25enne tunisino avesse "solidi appoggi" logistici a Ferrara, dove è stato rintracciato e fermato.

"A far accelerare i tempi del nostro intervento - ha spiegato Claudio Galzerano, responsabile della Divisione antiterrorismo internazionale dell'Ucigos - sono state le stesse dichiarazioni di Anis e dei suoi conoscenti circa la sua stanchezza. A loro - ha poi spiegato il funzionario di polizia - aveva esternato le sue difficoltà ed il fatto di non poter andare più avanti. Questo ci ha spinto ad accelerare i tempi e a mettere in campo tutte le tecniche investigative che ci hanno consentito di arrestarlo in pochissimi giorni".

"Come già avvenuto negli attentati di Boston, al Bataclan o in Belgio, non sarebbe la prima volta che si sviluppano cellule jihadiste su base familistica", ha aggiunto Pasquale Angelosanto, comandante dei Ros.

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ANIS A FERRARA - Anis Hanachi si trovava a Ferrara da 2 o 3 giorni. Il giovane potrebbe essere arrivato il 5 ottobre. È stato ospitato da un amico connazionale che vive regolarmente a Ferrara e che è integrato con la città. Nell'appartamento in cui Anis è stato ospitato vivono quattro o cinque ragazzi, tutti connazionali. Alcuni sono studenti. 

La persona che ha ospitato Anis non risulterebbe collegata in nessun modo a realtà estremiste islamiche. L'ospitalità sarebbe dovuta ad un semplice rapporto di amicizia tra i due che, coetanei, proverrebbero dalla stessa città d'origine, Biserta, Tunisia.

Anis è stato arrestato in via Bologna mentre, in bicicletta e in compagnia dell'amico, stava tornando verso l'appartamento. Hannachi aveva con sé solo uno zaino e al suo interno pochissimi effetti personali.

Allo stato attuale delle cose non è assolutamente possibile ipotizzare che ci sia una cellula o un'organizzazione jihadista in città, come conferma il questore Antonio Sbordone (VIDEO). Anis Hanachi al momento dell'arresto, non ha opposto resistenza. In un primo momento il tunisino ha detto di essere libico, dichiarazione falsa che rilasciò anche al suo arrivo in Italia nel 2014 e per la quale venne espulso. Non sembra essere in contatto con altre persone in altre città italiane. 

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TRASFERIMENTO IN FRANCIA - Anis Hanachi avrebbe accettato il trasferimento in Francia, senza opporsi. È quanto apprende l'Ansa, dopo l'udienza di convalida del mandato di arresto europeo per il fratello del killer di Marsiglia, davanti ai giudici della Corte di Appello e ad un magistrato della Procura generale di Bologna. In ambienti giudiziari il comportamento di un arrestato che non si oppone al trasferimento è considerato non comune. A questo punto la Corte emetterà un provvedimento; non è ancora chiara la tempistica della partenza del tunisino per la Francia. 

ARRESTI ANCHE IN TUNISIA. Un fratello e una sorella di Ahmed Hannachi, l'attentatore jihadista, sono stati arrestati in Tunisia e sono stati interrogati subito da inquirenti dell'antiterrorismo. Lo ha reso noto il protavoce Sofiene Sliti, secondo cui il giudice ha deciso di trasferire il caso alla polizia nazionale di Aouina, nel Nord-Est del Paese. Fonti vicine alla famiglia hanno identificato i due arrestati come Moez e Amina Hannachi. L'arresto segue di poche ore quello eseguito a Ferrara di un altro fratello di Hannachi, Anis, indicato dagli investigatori come un foreign fighter e indottrinatore dell'attentatore di Marsiglia