Ferrara, 5 settembre 2017 - «È un passo in avanti decisivo e importante del MeisS e non poteva esserci occasione migliore per presentarlo». Il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini ha fatto scattare il conto alla rovescia per l’apertura, il prossimo 13 dicembre, della prima grande sezione del Museo nazionale dell’Ebraismo e della Shoah. «Sono legato personalmente al percorso del Meis – ha proseguito Franceschini –, perché ero all’inizio della mia esperienza parlamentare quando, nel 2003, riuscimmo a far approvare la legge istitutiva del museo. E fu un rarissimo caso di voto unanime. Poi dall’idea, dalla nascita della Fondazione, dalla ricerca dei finanziamenti siamo arrivati ad avere oggi il quadro completo dal punto di vista della governance ed è stato trovato un equilibrio positivo con le altre iniziative culturali che esistono da tempo o che sono in fase di costruzione. E l’oggetto del MEIS, come è scritto nel suo nome, è proprio quello di raccontare la lunga e fondamentale storia dell’ebraismo italiano, nei momenti buoni e in quelli terribili. Questa è la missione del Museo e si incrocerà sempre di più con le future Giornate Europee della Cultura Ebraica, con le attività dei musei ebraici, delle sinagoghe, delle fondazioni diffuse in tutto il Paese e che lavorano per la conservazione del patrimonio culturale ebraico. Senza dimenticare l’enorme impatto che avrà sul turismo scolastico, attraverso il dialogo che si è instaurato tra Meis e Miur». Alle parole di Franceschini si aggiunge il presidente del Meis, Dario Disegni: «Dopo una prima fase di elaborazione culturale e programmatica, dallo scorso anno, con l’insediamento del nuovo CdA e la nomina del nuovo direttore, Simonetta Della Seta, siamo entrati in una fase realizzativa, con un rapido avanzamento del cantiere, consentito dal completamento della copertura economica da parte del Mibact. Tra pochi giorni verrà consegnato al Meis, al termine del primo lotto dei lavori, l’edificio completamente ristrutturato dell’ex-carcere di Ferrara, che si appresta a ospitare la mostra inaugurale, assumendo in tal modo, da luogo di segregazione e di esclusione, il suo nuovo ruolo di centro vivo di cultura, di dialogo e di inclusione». Il complesso cantiere di lavoro proseguirà, a partire dai primi mesi del 2018 e fino a tutto il 2020, con la costruzione dei cinque nuovi edifici previsti dal progetto vincitore del concorso internazionale di architettura. Ma intanto la disponibilità del nuovo spazio, e dell’annesso padiglione temporaneo, permetterà l’apertura del Museo, fissata per il 13 dicembre con la mostra «Ebrei, una storia italiana: i primi mille anni». Ieri, nella sede del Ministero dei Beni Culturali, è stato svelato anche il nuovo, e originalissimo, logo del Meis. Realizzato dall’agenzia Teikna Design di Claudia Neri di Milano, è un’immagine aperta, in cui le lettere dell’acronimo del nome del Museo sono rappresentate da rettangoli dal contenuto variabile, pensati per raccogliere e trasmettere messaggi ogni volta differenti.

Stefano Lolli