Ferrara, 13 novembre 2017 - Cento fantasmi: senza documenti, senza un permesso. Sulla strada: a Ferrara, o in giro per le strade d’Europa. Per essere precisi sono 96 e, fonte Asp, ci spiega il consigliere comunale di Forza Italia Matteo Fornasini: «sono i richiedenti asilo passati per Ferrara e senza che nessuno ne sappia più nulla».

I più sono scappati e sono ‘solo’ esseri umani. Senza status. Senza documenti. Ma facciamo un passo indietro per capire la portata del fenomeno richiedenti asilo. «Da gennaio ad agosto 2017, dati Asp – spiega Fornasini – alla commissione territoriale di Bologna sono arrivate, da Ferrara, 8.341 richieste per ottenere lo status di rifugiato». Ne sono state esaminate appena 2.200. «E solo il 6% – così il berlusconiano – ha ottenuto una risposta affermativa». E cioè è entrato in uno dei tre canali previsti dalla legge: rifugiato, protezione sussidiaria, protezione umanitaria. Il dato delle 296 persone uscite dal sistema di accoglienza fa riflettere per un dato ulteriore: 96 di queste hanno fatto perdere le loro tracce. Non si sa dove siano, non si sa come si mantengano e, soprattutto, non si sa se siano entrate, per vivere, in bande criminali». Per Forza Italia questo spaccato «rappresenta tutti i limiti di un sistema di accoglienza che, nonostante gli sforzi del ministro degli interni Minniti, non è più gestibile».

E per due ragioni: per la vita disgraziata di queste persone e per il rischio «che possano ingrossare le fila della delinquenza». Il dato delle richieste bocciate è in linea con quello dello scorso anno. A settembre 2016, sempre fonte Asp, furono 389 i profughi che presentarono richiesta: ne furono vagliate 289, 91 respinte e appena 7 quelle accolte. Solo una minoranza sottile ottiene il pezzo di carta valido per una seconda vita. Tutti gli altri o aspettano nel limbo oppure tentato la sortita per il mondo. «In media – commenta Fornasini – per dare una risposta passa da un anno a un anno e mezzo».

Mesi di limbo dove in qualche caso i migranti vengono impegnati in attività di volontariato e, il più delle volte, vedono davanti ai loro occhi passare i mesi sul calendario. «Con la dose – attacca il forzista – di conflittualità sociale che, per forza, rischia di crearsi nella comunità che accoglie». «L’accoglienza indiscriminata ha trasformato il Mediterraneo in un cimitero in fondo al mare e ha generato insicurezza vera, non percepita. A monte servono accordi per stringere le maglie con i paesi di provenienza. A valle occorre restringere tempi e condizioni per ottenere lo status». Parole d’ordine di Forza Italia in un mondo che cambia e che si spacca sulla domanda chiave: ma è davvero reversibile il movimento in massa dei popoli? Per i cento fantasmi entrati nel suburbio delle città europee forse no. Non vogliono tornare indietro.