Ferrara, 18 ottobre 2017 - Perizia psichiatrica per entrambi i baby killer di Pontelangorino. Lo ha stabilito il gup del tribunale dei minori di Bologna, Anna Filocamo, al termine della prima udienza del processo a carico di Riccardo Vincelli e i Manuel Sartori, di 16 e 17 anni. I due adolescenti sono accusati di aver pianificato e portato a termine a colpi d’ascia l’omicidio dei genitori del sedicenne, Salvatore Vincelli e Nunzia Di Gianni (FOTO). Una mattanza a colpi di scure.commessa il 10 gennaio scorso nella villetta dei coniugi, nella piccola frazione nel cuore del Delta del Po ferrarese. In concomitanza con l’inizio del processo per il duplice omicidio, dal web trapela una nota di privato riguardante Manuel Sartori. Durante il periodo di detenzione, l’esecutore materiale del delitto si sarebbe fidanzato con una coetanea. Un amore ‘difficile’, che si spinge al di là delle barriere del sentire comune e che fa capolino dalle pieghe dei social network.

Ma partiamo dagli sviluppi giudiziari. Ieri mattina, in un’aula del tribunale di via del Pratello, sono comparsi i due adolescenti. Non si vedevano dai giorni immediatamente successivi al delitto, quando Vincelli è stato trasferito nel carcere minorile di Torino. Dopo i fatti di Pontelangorino, il rapporto tra i due, un tempo d’acciaio, si è incrinato. Ieri mattina si sono scambiati un saluto. Poi è calato il gelo. Entrambi sono stati ascoltati a lungo dal giudice e dal pubblico ministero Silvia Marzocchi. Nel complesso hanno confermato la versione dei fatti emersa dalle indagini di carabinieri e procura, fornendo alcuni dettagli non approfonditi fino a questo momento. In conclusione, il giudice ha valutato le istanze di rito abbreviato condizionato e ha disposto la perizia psichiatrica per entrambi. Tutto rinviato a martedì, per il giuramento dei periti e la formulazione dei quesiti. «Siamo soddisfatti della decisione del giudice – hanno commentato i legali dei ragazzi, gli avvocati Lorenzo Alberti Mangaroni Brancuti e Gloria Bacca –, soprattutto nell’interesse dei due minori».

Tra le sbarre di una cella e un’aula penale, si diceva, può addirittura sbocciare un amore. Anche se si ha sulla coscienza un vissuto pesante come una montagna. A sollevare il velo su questo legame, sono alcuni post sui profili Facebook e Instagram di un’adolescente del Ferrarese. Il primo è la foto di un tatuaggio: la scritta recita ‘Errare humanum est’. Sbagliare è umano. Un riferimento, nemmeno troppo implicito, al sentiero sul quale si è inerpicato Manuel da quel maledetto 10 gennaio. E ancora. «Non chiedetemi l’amicizia. Sono la donna di un detenuto». Un messaggio al quale risponde Rudi Sartori, padre del 17enne. «Ne devi essere fiera – scrive il genitore che dall’inizio di questa brutta storia non ha mai abbandonato il figlio –. Nella vita tutti abbiamo sbagliato e tutti siamo imperfetti. La seconda chance va data e lui è un ragazzo troppo giovane, che va aiutato da persone umili». Segue la replica della ragazza. «Hai ragione – scrive –: ne sono fierissima». Sul profilo Instagram dell’adolescente compare anche una data, forse l’intreccio di quel filo teso sull’orlo dell’abisso. «Insieme per sempre, nel bene e nel male. Manuel. 07/06/2017».