Ferrara, 22 settembre 2017 - È stato trovato senza vita nella sua abitazione, alla prima periferia della città. Un decesso improvviso, su cui aleggia l’ombra nera della droga. La vittima è un ferrarese di 25 anni. Quando i carabinieri e i sanitari del 118 sono entrati nell’abitazione di via Vene di Bellocchio, zona Villa Fulvia, per lui non c’era ormai più nulla da fare. Davanti ai loro occhi avevano soltanto il corpo del ragazzo, ormai esanime, e gli indizi dell’overdose che ha bruciato troppo in fretta i suoi giorni. Tutto accade nel pomeriggio di mercoledì. Sono le 18. Il 25enne è a terra nell’appartamento in cui vive. Il suo cuore non batte più.

A trovarlo e a dare l’allarme è la nonna. Sul posto arrivano i carabinieri e il personale del 118. Tutti i tentativi di rianimarlo risultano vani. Iniziano le indagini, che portano subito a escludere un’aggressione. Il corpo non presenta segni di violenza e intorno non ci sono tracce di colluttazione. Alcuni elementi spingono invece gli inquirenti verso la pista della droga. Tra questi, ci sarebbe anche il ritrovamento di una siringa. Abbastanza per fare pensare all’abuso di sostanze stupefacenti come causa di una morte che, altrimenti, allo stato attuale non avrebbe alcuna altra spiegazione. A darne certezza sarà però soltanto l’autopsia che verrà svolta nelle prossime ore.

La morte del 25enne non fa che allungare la lista dei casi di overdose registrati sul nostro territorio negli ultimi mesi. Un elenco inquietante, che desta non poche preoccupazioni soprattutto in merito al tipo di sostanze in circolazione in città. L’ultimo caso è stato registrato appena la settimana scorsa. Protagonista, un diciottenne ferrarese, ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale Sant’Anna di Cona. Per lui però le cose sembrano volgersi al meglio. L’altro ieri infatti, il giovane è uscito dal coma facendo tirare un sospiro di sollievo ai suoi cari.

Le terapie che gli hanno somministrato i medici del Sant’Anna hanno fatto il loro effetto e il ragazzo è stato trasferito dalla rianimazione al reparto di medicina d’urgenza. Sulla vicenda sono al lavoro gli uomini della polizia di Stato. Non è stato invece altrettanto fortunato il 20enne italo-egiziano trovato morto il 26 agosto in via Felisatti, ai piedi del Grattacielo. Ad accorgersi del corpo senza vita del giovane, adagiato vicino alle macchine in sosta, è stato un passante che ha subito dato l’allarme ai carabinieri.

Due vittime e una morte sfiorata nel giro di nemmeno un mese. Un po’ troppo per non destare sospetti. Gli inquirenti sono ora al lavoro per stabilire se ci sia un comune denominatore dietro a queste tragedie. Tra le ipotesi non si esclude nemmeno la presenza sul mercato di una partita tagliata male. Un filo rosso che potrebbe spiegare due giovani vite distrutte senza una ragione.