Ferrara, 24 febbraio 2016 - Giorgio Bassani e lo sport. Si sono aperte ufficialmente lunedì sera, con l’evento organizzato da Panathlon International Club Ferrara, le manifestazioni in occasione del centenario della nascita dello scrittore e poeta ferrarese. Testimonianze, racconti, fotografie, in un incontro a più voci che ha saputo essere una lezione magistrale. «Il pericolo che incombe – ha esordito la presidente di Panathlon Luciana Pareschi – è che i giovani si dimentichino di quello che è accaduto. Ecco perché abbiamo voluto, nel centenario della nascita, ricordare il Bassani sportivo. Attraverso le parole della figlia Paola, i racconti e le ricerche di documenti, le testimonianze dirette di chi l’ha conosciuto».

Il debutto, di un percorso di iniziative che avvicinano la città a Bassani , ha incoronato principalmente il tennis. E tra campi del Club Marfisa d’Este e di via Saffi, dove giocava anche con il regista Michelangelo Antonioni e dov’era stato campione sociale dal 1935 per tre anni consecutivi, le pagine di Bassani hanno preso vita. Le leggi razziali e l’allontanamento nel 1938. Le pagine de Il giardino dei Finzi Contini e gli intrecci con la storia e la vita di quegli anni. «E’ questa la prima tappa del 2016 che ricorda mio padre – ha sottolineato Paola Bassani – e che tutto incominci con lo sport, lo renderebbe molto contento. Ha contato moltissimo per mio padre. Rappresentava la spensieratezza. Il tennis incarnava la classe, la perfezione della forma e dello stile. Aveva una grande energia - ha aggiunto la figlia - che metteva nella scrittura. Ma aveva bisogno di spendersi nello sport. Voleva arrivare in tutto alla perfezione. E vincere». «Abbiamo lavorato perché questo centenario porti segni tangibili – ha evidenziato il sindaco Tiziano Tagliani -. La Fondazione Bassani, aprirà una sede nella Casa dell’Ariosto. Riportare gli oggetti della sua vita a Ferrara, significa ricucire un filo che negli anni è andato ad assottigliarsi per tanti motivi. Sarà l’anno del ritorno in città di Bassani, secondo solo a Ludovico Ariosto, per presentarlo alle generazioni future».

Ricordi e iniziative: «Giorgio Bassani non era un giocatore della domenica – ha raccontato Umberto Caniato vice presidente del Club Marfisa d’Este – ma un giocatore vero e un grande appassionato». «Inaugureremo a giugno, quattro postazioni fisse di lettura de ‘Il giardino dei Finzi Contini’ – ha annunciato il presidente Daniele Malucelli - in questo luogo che lui stesso definiva una propaggine fantastica di casa sua». Tra arte e sport Silvana Onofri, presidente dell’associazione culturale Arch’è, ha incoronato la Ferrara di Bassani nel contesto culturale internazionale mentre Mara Salvi, dirigente del Liceo Ariosto ha illustrato i documenti scolastici inediti, che legavano lo scrittore all’attività sportiva. Al termine della serata Luciana Pareschi, a nome di Panathlon, ha donato a Paola Bassani due opere di Andrea Samaritani che ha dipinto foto d’epoca che ritraggono Bassani e il tennis. Una mostra dell’artista centese, su Ferrara e lo sport ha allestito le pareti della sala del convivio.