Ferrara, 21 dicembre 2017 - C’è chi usa, legittimamente, il pass. E chi invece ha trovato la scorciatoia. Un familiare da accudire, anche se in contumacia; una mamma anziana che non deambula, ma che ogni mattina accompagna il figlio o la figlia in ufficio, in negozio, o semplicemente al bar. Nel variegato, e sofferente, mondo delle disabilità, allignano furbi e furbetti. Che, approfittando di controlli abbastanza laschi, utilizzano il cosiddetto contrassegno ‘Cude’, per posteggiare non solo e non tanto nelle aree specificamente riservate, ma anche, gratuitamente, nelle aree di sosta a strisce blu. «Da gennaio a giugno 2017, sono state rilevate e censite ben 4554 autovetture parcheggiate in queste zone – spiega Fausto Bertoncelli, referente dell’Ufficio Benessere Ambientale del Comune, oltre che esponente delle associazioni disabili –; a fine anno arriveremo vicino alle diecimila soste effettuate grazie a questo pass». Un enorme faldone, con rilevamenti orari e fotografie, su cui è iniziato un controllo – per ora, solo a campione –, che sta però dando riscontri eclatanti: «Non esagero, dal 60 al 70% dei casi sin qui verificati, si tratta di un utilizzo improprio del contrassegno», prosegue Bertoncelli. Basta infatti incrociare la titolarità del pass (strettamente personale) con la proprietà del veicolo: anche se per ciascuno contrassegno, il disabile ha la possibilità di associare più numeri di targa. «Comunque, per legge, il portatore di handicap deve trovarsi sempre all’interno del veicolo, come conducente o come trasportato – prosegue Bertoncelli –: la legge parla chiaramente».


Foto e segnalazioni evidenziano invece veicoli in sosta, quotidianamente, in via Palestro («almeno 15-20 macchine al giorno, spesso parcheggiate da mattina a sera», prosegue Bertoncelli), via Cortevecchia (5-6 stabili), piazza Sacrati, via Piangipane, piazza Beretta e viale Cavour. Sono le zone più gettonate da disabili autentici, ma anche da chi, pur in assenza di riscontri oggettivi, è in odore di abuso: si parla (e ci sono già nomi) di professionisti, commessi e titolari di esercizi del centro, di eredi di un disabile ormai defunto, persino di alcuni noti esponenti politici, sia di maggioranza che di opposizione. «Stiamo sollecitando anche controlli sulle certificazioni mediche – prosegue Bertoncelli –; perchè tra permessi temporanei e permanenti c’è una certa confusione, e qualcuno forse è riuscito a infilarsi nelle maglie di una normativa un po’ ambigua». Il rinnovo temporaneo del ‘Cude’, infatti, esige un certificato del medico legale; per quello permanente (validità 5 anni) basta un semplice certificato del medico di base. E Bertoncelli ammette: «Alcuni permessi temporanei sono stati resi permanenti proprio con un’attestazione generica del medico di famiglia, e se ne è perso il controllo».

Né si può dire che Ferrara non largheggi in sensibilità verso la categoria: «Gli stalli a pagamento gestiti da Ferrara Tua e riservati ai disabili sono 86, sui 3063 complessivi – spiega Bertoncelli –: uno ogni 36, contro la prescrizione del codice che parla di uno ogni 50». In più, come detto, c’è la possibilità di parcheggiare gratuitamente sulle strisce blu in qualsiasi area della città, nelle zone a traffico limitato, e in prossimità di ospedali o centri commerciali. Ma la piaga dell’abuso, conclude Bertoncelli, per ora dilaga: «Ricevo quotidianamente segnalazioni, anche con foto e video, da parte di veri disabili, che documentano persone assolutamente in gamba, arzille e un po’ sfacciate, che posteggiano senza diritto». Tra le associazioni gira già l’epiteto: ‘facce da Cude’.