Ferrara, 22 dicembre 2017 – «Deve essere fatta immediata chiarezza sulle corrette modalità di rilascio dei ‘pass invalidi’. Per quanto riguarda poi i furbetti, siano essi professionisti, commercianti, o politici di qualunque schieramento, fuori i nomi. E sanzioni pesanti». Luigi Vitellio, segretario del Partito Democratico, anticipa l’interrogazione che il gruppo dem sta definendo, a seguito dell’inchiesta de il Resto del Carlino: l’emergere di abusi e irregolarità nel rilascio dei contrassegni ‘Cude’ (riservati ai portatori di disabilità), e la pratica diffusa in categorie apparentemente di insospettabili.

«Riceviamo quotidianamente segnalazioni, e noi stessi ne inoltriamo al Comune – spiega Carlos Dana – presidente provinciale dell’Anmic –; si tratta di un fenomeno odioso, che purtroppo crea problemi anche ai veri disabili, in qualche caso additati come se fossero privilegiati, e non invece come persone che hanno oggettive necessità di spostarsi e sostare in città». Ma come riportato ieri dal nostro giornale, a fronte di un numero di soste (gratuite) nelle sole ‘strisce blu’, che a fine anno sfiorerà le diecimila, trapela la sensazione «che il 60% degli utilizzatori compia un abuso, per ignoranza o peggio in malafede», conferma il referente dell’Ufficio Benessere Ambientale del Comune, Fausto Bertoncelli.

L'attenzione non è, tuttavia, solo rivolta ai cosiddetti ‘furbetti’ («il termine è elegante, generoso, io direi di peggio», sorride Renzo Rimessi, dell’Unione Italiana Ciechi), ma anche al rilascio delle attestazioni con cui è possibile ottenere il pass. In linea di massima, è necessario infatti sottoporsi a una visita di un medico legale, che attesti la disabilità (temporanea o permanente) e la conseguente necessità di un pass. Ma per molti, è stato agevole in questi anni aggirare ogni altro vincolo, con un semplice certificato di un medico di base: basta la scritta ‘permangono le condizioni di salute’, ed ecco il permesso che da temporaneo diventa permanente. Validità cinque anni, e rinnovo successivamente attuato con lo stesso metodo. «Per qualcuno è diventato un vitalizio – sorride Bertoncelli –; magari per chi, avendo subìto un’operazione a una gamba o alla schiena molti anni fa, ha avuto difficoltà momentanee di deambulazione, ma poi grazie a un medico compiacente si ritrova con quello che, oggi, è una sorta di abbonamento gratuito».

Ecco perciò, all’indomani dell’articolo del Carlino, le prime contromisure: «Chiederemo presto a una cinquantina di titolari di ‘Cude’ ottenuto con la certificazione del medico di base – conclude Bertoncelli – di presentarsi a una visita legale». E nel nuovo regolamento sulla Ztl, annuncia l’assessore Aldo Modonesi, «il numero di targhe associabili, che oggi è di cinque vetture, sarà ridotto a non più di due o tre».