Ferrara, 6 luglio 2016 - «I CAMBI al vertice di polizia, carabinieri e della stessa Prefettura avvengono a Ferrara come in tutto il resto del Paese. Non vedo tutto questo problema». Il prefetto Michele Tortora torna a parlare di Gad, interpellato dal Resto del Carlino il giorno dopo le parole del sindaco Tiziano Tagliani alla festa dell’Unità di via Canapa.

Prefetto, il primo cittadino tira in ballo i troppi cambi di questori e comandanti dell’Arma dei carabinieri, sottolineando la difficoltà nell’organizzare una risposta efficace contro la criminalità. Concorda?

«Francamente non ho mai trovato difficoltà particolari nel coordinamento di funzionari nuovi. Ripeto, succede a Ferrara come in tutto il resto d’Italia. Dov’è la novità?».

Negli ultimi anni alla guida della polizia cittadina si sono succeduti Luigi Savina (2006), Salvatore Longo (2008), Luigi Mauriello (2011), Pasquale D’Anna (2013) e da gennaio 2015 si è insediato l’attuale Antonio Sbordone. Ognuno di loro, come è normale, ha portato una propria linea. Questo, però, può compromettere i lavori in corso?

«Ognuno ha una propria personalità ma non si dimentichi che la linea viene sempre concordata in sede di Comitato di sicurezza pubblica. Senza scossoni e senza andare a compromettere proprio nulla».

Tornando a Tagliani, forse per la prima volta domenica ha parlato apertamente del ‘Giardino’ come di un quartiere criminale. E oggi non ci sono più molti dubbi in merito, non pensa?

«Il sindaco ha posto giustamente l’accento su una problematica che esiste. Inutile negarlo. Negli ultimi mesi, poi, abbiamo visto una presenza costante di spacciatori».

Ma sopratutto di bande, una contro l’altra per spartirsi il territorio, pronte a tutto.

«Sì, purtroppo. Questo lo abbiamo registrato nell’ultimo periodo».

Una cosa nuova per la nostra città e per lo stesso quartiere.

«Questo è vero anche se nel 2012 non dimentichiamoci che c’è stato un omicidio al termine di uno scontro tra bande (quello di Tarek Hamad, 25 anni, tunisino, ucciso nel sottomura di via Baluardi la sera del 29 aprile 2012, ndr). Abbiamo potenziato il dispositivo per il Gad per combattere proprio questo problema».

Da più parti, e dal nostro giornale, si è detto che una delle soluzioni sono i servizi interforze. Non crede che dal 2008, anno dell’ultimo maxi blitz, a quelli recentissimi, la situazione sia stata sottovalutata?

«Del passato non posso parlare, non ero qui. Quello che posso dire è che i residenti possono stare tranquilli, stiamo lavorando intensamente per ridare tranquillità al loro quartiere. I servizi interforze ci saranno anche in futuro. Ma non solo quelli».

Riprendersi il quartiere dalla criminalità è dunque possibile?

«Sì, lo stiamo facendo».