Ferrara, 8 settembre 2017 - «LIGÀ BEN, a m’arcmand!». Nell’epoca della società multietnica, niente inglese, francese, ucraino o cinese. Gli stranieri s’arrangino; per spiegare il funzionamento dei cassonetti a calotta, prima i nostri. L’unica lingua alternativa all’italiano resta il ferrarese.

«Par salvàr l’ambient, bisogna migliurar la racolta diferenziada...»: l’esordio di Sandro Berghi, responsabile dei Servizi Ambientali di Hera, non lascia dubbi. Nel ‘tutorial’ (pardon, al filmà) proiettato nelle assemblee con i cittadini, e visibile anche su YouTube, è il dialetto a tenere banco. Perché come a Pontelagoscuro, dove nei mesi scorsi sono stati proprio gli anziani le principali cavie umane, è necessario far breccia sulle abitudini radicate. E cosa, meglio del frarès, può rassicurare chi teme la rivoluzione della tecnologia?

Ecco perciò il dirigente della multiutility trasformarsi nell’epigono di Beppe Faggioli, per spiegare, davanti a quelli che per molti appaiono arnesi del demonio, la semplicità dei nuovi cassonetti. La stessa azienda, innanzitutto, viene presentata come La Hera, una sorta di geniale cuginetta: «L’à inventà un nòv sistema, un sistema sempliz...», esordisce Berghi. Carta Smeralda al collo, si avvicina a una calotta e l’accarezza, mostrando intanto che non morde.

Il passaggio cruciale, indica, è quello di appoggiare semplicemente la tessera al lettore: a Ponte, erano stati segnalati anziani infoiati, per lunghi minuti, nel cercare ossessivamente il foro in cui inserire la Carta Smeralda, quasi che si trattasse di un nuovo bancomat. «La calota l’as verz in da par liè!», sorride il dirigente quando il congegno si apre con un rumore meccanico. Inghiottendo, in un lampo, il sacchetto del pattume: manca sim, sala, bin! come il Mago Silvan, ma l’effetto è lo stesso.

Non si tratta comunque dell’unica novità: perché anche per i cassonetti del verde (sfalci dell’erba, potature) occorrerà accostare la tessera al lettore ottico; quindi, dare un colpetto al rassicurante pedale, già invocato da centinaia di ferrarese come un antistress. «L’è gratis!», precisa Berghi, rimarcando che solo per l’indifferenziato scatterà la ‘tariffa puntuale’. Per tutto il resto serve soltanto un po’ di applicazione, e una buona coscienza ecologica. Ad esempio per l’umido: il dirigente de La Hera mostra affettuosamente i con

tenitori che verranno consegnati a famiglie e imprese cui è riservata la raccolta porta a porta. Indica il minaccioso codice a barre che identificherà le utenze, ma rassicura: si tratta, sempre e comunque, di un baldunzìn. E poi aggiunge la frase terapeutica: «Par i casunèt d’la carta e d’la plastica a n’è cambià gnent!». Idem per le campane verdi: tranquilli, si potranno ancora gettare «il bòzz», ma anche le scatolette «ad tòn e di fùnz», sottolinea Berghi, dimostrando di conoscere non solo il dialetto ma anche i gusti degli anziani ferraresi.

Il video è già destinato a diventare virale; e comunque non è l’unico ausilio. Perché, «se un l’è un po’ sbirr» (ammicca Berghi), ci si può collegare con il computer o lo smartphone al sito de ‘La Hera’, la cugina furba che ha rivoluzionato i rifiuti. Pardon, al paciùg.