Ferrara, 13 marzo 2017 - La Guardia di Finanza di Comacchio (Ferrara) ha sottoposto a sequestro 223 appartamenti (sugli oltre 350) che fanno parte del complesso residenziale ‘Regina Mare’ a Lido Pomposa, di proprietà di due società immobiliari di Comacchio, per un valore di oltre 20 milioni di euro. L’indagine che si era concentrata sul settore urbanistico aveva visto lo scorso gennaio la condanna in primo grado, da parte del Tribunale di Ferrara, dei tre imputati (Massimiliano Tomasi, rappresentante legale della società committente dei lavori del Gruppo Tomasi case; Guido Zarattini, progettista del residence, tecnico privato; Antonio Pini, dirigente del Comune di Comacchio tecnico pubblico) alla pena di un anno di arresto e 20.000 euro di ammenda, per la «lottizzazione abusiva» dell’area oggetto dell’intervento edilizio.

Nella sentenza di condanna, il giudice Alessandra Testoni aveva anche accolto la richiesta della Procura (pm Ombretta Volta), disponendo il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, di una parte degli immobili situati nell’area di oltre 65.000 mq. Nella sentenza era stato indicato genericamente il sequestro solo degli immobili invenduti, senza quantificarli e specificarli. In seguito alla sentenza ulteriori accertamenti della Finanza hanno permesso di individuare quelli invenduti e indicarli, arrivando a dare un valore ai beni sequestrati che ammonta a oltre 20 milioni di euro.

La contestazione al processo riguardava il rilascio - da parte del dirigente comunale, Pini, alla società del Gruppo Tomasi, proprietaria dell’area - di illegittimi permessi a costruire per la realizzazione del complesso residenziale; l’illegittimità si fondava sulla mancata conformità dei permessi a una serie di vincoli: direttive dei piani urbanistici sovraordinati regionali e provinciali riguardanti la tutela delle zone urbanizzate in ambito costiero (il complesso si trova a poche centinaia di metri dalla riva) e al Piano Regolatore del Comune di Comacchio.