Ferrara, 2 gennaio 2018 - Colui che avrebbe dovuto custodire gelosamente i tesori di casa Sgarbi sarebbe la stessa persona che ne avrebbe fatti sparire alcuni. Certezze matematiche, al momento, non ce ne sono. Ma la pista investigativa imboccata dai carabinieri della compagnia di Copparo, che da un anno e mezzo indagano su uno strano furto avvenuto nella villa della famiglia di Vittorio ed Elisabetta Sgarbi, a Ro, porta verso una persona ben precisa.

Si tratterebbe – il condizionale in questa fase è d’obbligo – dell’ex custode notturno dell’abitazione della famiglia del noto critico d’arte e dell’editrice. L’uomo, a quanto si apprende, è stato denunciato dai carabinieri della compagnia di Copparo già dal 12 luglio. La notizia però è trapelata soltanto nei giorni scorsi, durante l’incontro con la stampa per il bilancio dell’attività dell’Arma dei carabinieri. Le indagini, come accennato, andavano avanti da oltre un anno. Al lavoro sulla vicenda c’erano i militari del nucleo operativo e radiomobile di Copparo, insieme ai colleghi della stazione di Ro.

Gli investigatori tenevano d’occhio l’ex custode come sospettato, ma la vera svolta è arrivata solo quando si sono accorti che l’uomo avrebbe cercato di rivendere su internet alcune delle opere probabilmente provenienti dalla collezione di casa Sgarbi. Bottino del furto, un’opera di Piazzetta, dei libri antichi e alcune medaglie. Oggetti di grande valore artistico, scomparsi all’inizio del 2016 dalla casa museo degli Sgarbi. Come anticipato, le indagini sulla vicenda sono ancora in corso. Proprio per questo la famiglia mantiene il massimo riserbo, in attesa di ulteriori sviluppi dell’attività investigativa.

f. m.