Ferrara, 11 agosto 2017 - Più controlli e rinforzi per le zone calde della città? Secondo il Sap non cambierà nulla. Le promesse del prefetto Michele Tortora, che nei giorni scorsi ha annunciato un giro di vite sia sulla questione spaccio in centro che sull’escalation di violenza che interessando il quartiere Giardino, non convincono il sindacato autonomo. Le parole del rappresentante del governo in città, secondo Luca Caprini, segretario provinciale del Sap, sarebbero già state smentite dal capo della polizia Franco Gabrielli nel giorno della sua visita a Ferrara.

«È brutto sentire il prefetto annunciare richieste di rinforzi e promettere più controlli – sbotta –. Il capo della polizia è stato chiaro: non arriverà nessuno almeno fino alla primavera del 2018». Tra l’altro in un anno che si annuncia complesso, caratterizzato dall’emergenza migranti e della Spal in serie A. «Dovremo impegnarci di più noi per garantire un livello di servizio accettabile – aggiunge –. Ma a breve periodo non arriverà nessun rinforzo». Anzi, secondo Caprini la tendenza sembra essere addirittura opposta. «Mentre il prefetto chiede di potenziare i servizi – annuncia – dalla questura viene trasferito un agente senza essere sostituito. E non parliamo di un collega anziano, che lavora in ufficio. Si tratta di un poliziotto di 26 anni, in servizio sulle volanti. Vista la situazione – conclude – c’è poco da stare tranquilli».

Nel frattempo, in centro storico l’aumento dei controlli è tangibile. Pattuglie con le auto di servizio e uomini in borghese attraversano a intervalli regolari le zone oggetto delle segnalazioni dei commercianti (soprattutto San Romano e Carlo Mayr). Per adesso quanto deciso l’altra mattina in prefettura alla presenza delle associazioni dei commercianti viene rispettato. Resta solo da augurarsi che non sia soltanto un intervento ‘cosmetico’.