Ferrara, 27 ottobre 2017 - Una buona fetta degli spacciatori del quartiere Giardino è composta da ‘pendolari’. Un dato statistico emerso dalle attività di indagine e controllo effettuate dalle forze dell’ordine negli ultimi mesi. Numerosi arrestati e denunciati al Gad risultano infatti residenti o domiciliati in altre province. Una buona ragione per effettuare un controllo alla fonte, cioè nel punto di ingresso in città per i pendolari del crimine: la stazione dei treni. Nell’ambito dell’operazione ‘Martellamento’, voluta dal questore Antonio Sbordone, tra martedì e giovedì gli uomini della polizia di Stato, insieme ai militari dell’operazione ‘Strade sicure’, hanno passato al setaccio la zona dello scalo ferroviario, dai binari al piazzale, passando per i negozi e i bar circostanti. L’obiettivo prefissato era proprio quello di intercettare eventuali malviventi che arrivano da altre città per delinquere a Ferrara. Insieme ai militari sono scesi in strada gli agenti della polizia ferroviaria, personale dell’ufficio immigrazione, della polizia scientifica, tre pattuglie del reparto prevenzione crimine, le unità cinofile da Bologna e i poliziotti del reparto mobile.

Nel corso del servizio, poliziotti e militari hanno identificato 154 persone, delle quali 98 straniere, e controllato 62 veicoli. Quattro stranieri sono stati accompagnati in questura per accertamenti e uno di questi è stato denunciato in quanto irregolare. Durante i pattugliamenti sono stati poi trovati 24 grammi di cannabis. Sostanza che è stata subito posta sotto sequestro. Nel corso della normale attività di perlustrazione, poi, la polizia ha sorpreso un 28enne nigeriano in via Cassoli. Lo straniero era senza documenti e dai successivi accertamenti è emerso che aveva molti alias oltre ad essere clandestino sul territorio. Per lui è scattata una denuncia. Al centro commerciale ‘il Castello’, gli agenti delle volanti hanno infine denunciato due marocchini di 30 e 39 anni. I due sono stati fermati mercoledì pomeriggio dopo aver cercato di rubare scarpe per 139 euro. Uno dei due aveva in tasca una tronchesina, utilizzata probabilmente per tranciare le placche antitaccheggio.