Ferrara, 21 dicembre 2016 - Dal Qatar con amore. Nessun intrigo spionistico, stavolta. Solo un fiume di denaro che, partendo dall’emirato del Golfo e con la mediazione dell’Ucoii (Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia), da anni inonda l’intero Paese. Ferrara compresa. La fonte di questa pioggia di finanziamenti è la Qatar Charity, un’organizzazione non governativa di beneficenza attiva in 25 Paesi, che si occupa delle persone in difficoltà. Gli aiuti dell’organizzazione sono arrivati e continuano ad arrivare anche a numerose comunità islamiche italiane.

Negli ultimi tempi, la mano caritatevole di Qatar Charity ha sfiorato anche il nostro territorio. Due gli interventi che hanno interessato la nostra provincia, uno al centro culturale islamico di via Traversagno e l’altro al centro di Argenta. Per quanto riguarda il capoluogo, si è trattato di un appoggio per mandare a buon fine la compravendita dello stabile dove oggi la comunità musulmana estense si riunisce a pregare. Un regalo da circa centomila euro, abbastanza per saldare le rate mancanti.

«Un paio di anni fa, a causa della crisi, rischiavamo di non riuscire a saldare, facendo saltare i preliminari per l’acquisizione dell’edificio – spiega Osama Murshid, responsabile del centro culturale di via Traversagno -. Dal Qatar ci è arrivata una mano per le ultime rate». A fare da intermediario nella distribuzione dei finanziamenti, come accennato, è stata l’Ucoii. Il ruolo dell’Unione sta nel raccogliere le disponibilità dell’organizzazione qatarina e suggerire come distribuirle tra le varie comunità sparse per lo Stivale. «Eravamo in difficoltà – prosegue Murshid – quindi abbiamo lanciato un ‘sos’. E il Qatar ha risposto. Prima di autorizzare il finanziamento, alcuni esponenti dell’Ucoii e di Qatar Charity sono venuti a Ferrara per un sopralluogo. Tutto è stato fatto con la massima trasparenza e a norma di legge». Gli aiuti destinati alle comunità islamiche di Ferrara e Argenta («Solo un aiuto simbolico arrivato tramite l’Ucoii», spiegano dal centro argentano, i cui lavori devo ancora essere ultimati) fanno parte di un’attività molto più ampia, che prevede donazioni per una ventina di strutture in tutta Italia. Progetto affiancato da un’ulteriore tranche di donazioni: quattro milioni di euro destinati ad altri sette centri islamici.

Un lavoro che, pur conferendo a Qatar Charity il primato nei finanziamenti all’Islam italiano, non ha mancato di suscitare controversie. I petrodollari qatarini infatti, secondo molti analisti, nel corso degli anni hanno finanziato gruppi radicali della galassia dei Fratelli Musulmani. Ora molti si chiedono quale sia la contropartita di queste donazioni? Forse la diffusione di un Islam di stampo fondamentalista nelle moschee di casa nostra? Niente di tutto questo, secondo i responsabili delle comunità. «Per quanto ci riguarda – assicura Murshid – si è trattato solo di un atto caritatevole. Non c’è mai stata nessuna interferenza o imposizione sull’attività religiosa e culturale del nostro centro».