Ferrara, 12 novembre 2017 - Gli è scappata. «Se è più facile che la mia Lazio vinca lo scudetto o che Matteo Renzi torni a Palazzo Chigi? Renzi, ormai, ha la credibilità della Spal, non ci crede più nessuno». Così vaticinò il comico Enrico Brignano ai microfoni, ieri mattina, di ‘Un giorno da pecora’ su Rai Radio 1. Ed è andato giù pesantino, Brignano, anche con il povero Renzi, bollato a vita come «un fanfarone». Uno che «avrebbe dovuto fare il comico». Se si parla di comicità, caro Brignano, ripartiamo dal fanfarone secondo Plauto. Il commediografo latino inserì la figura del miles gloriosus: il soldato fanfarone.

Quello che si offre al miglior offerente, nelle vesti del gloriosus, cioè dello sbruffone. E il confine tra gesta autocelebrate e mezze verità è sempre sottile. Così sottile che la distanza tra il cuore della verità e la gaffe clamorosa si misura in millimetri.

Brignano, lei l’ha fatta fuori dal vaso e una risata – a Ferrara toccano ferro – a maggio potrebbe seppellirla. Perché il messaggio è semplice: se Renzi è un fanfarone e la Spal ha la credibilità di Renzi, il passaggio è quello: la Spal è un fanfarone. Potrebbe avere ragione se non fosse che, A, oggi la Spal sarebbe credibilmente salva e, B, a Ferrara nessuno ha mai millantato credito sbandierando promesse da politico a caccia di voti e, a volte, pure di qualche risata. Sa, il gusto della beffa è arma a doppio taglio. Conoscevo uno che, alla prima giornata di campionato, già pregustava la manita alla piccola neopromossa. Me lo disse da fanfarone. Ma Plauto aveva in serbo la beffa: 0-0. E clamoroso all’Olimpico.

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