Ferrara, 5 settembre 2017 - Dicono possa succedere anche ai migliori. Però non ditelo ai 13 ferraresi che sabato sera hanno visto sfilare Ferrara dal finestrino del Freccia Rossa che li avrebbe dovuti lasciare in città. «Rarissimo – spiegano da Trenitalia – ma può succedere. Comunque nessun rischio per la sicurezza. Il binario era a completa disposizione di quel convoglio». È successo insomma che il macchinista ha dimenticato di fermarsi a Ferrara. Il treno in arrivo da Mestre alle 20.25 ha tirato dritto fino a Bologna saltando lo scalo ferrarese. E i 13 ferraresi a bordo per fare rientro a casa hanno dovuto prendere, una volta sbarcati a Bologna, un regionale partito 20 minuti dopo il loro arrivo sotto le Due Torri. La causa del disservizio – per cui Trenitalia si scusa con i passeggeri – è tra i grandi classici dei problemi umani: la memoria.

Il macchinista o non ha letto il documento di bordo oppure ha dimenticato la tappa ferrarese durante la corsa. La memoria è un regno strano: quando si spegne la luce l’ordine delle cose passa in secondo piano. Con buona pace per il prossimo. O per i 13 prossimi che sono stati costretti ad arrivare fino a Bologna, magari saltando impegni, attendere 20 minuti e infine imbarcarsi sul regionale diretto a Ferrara. Trenitalia, a proposito di disagio, si scusa con 13 ferraresi e segnala che attraverso il sito internet è possibile scaricare i moduli per la richiesta di rimborso. Rarissimo, dicono dai vertici dell’azienda, ma può capitare. O più che rarissimo raro, visto che su Google alla voce ‘treno dimentica la fermata’ si srotolano diversi episodi simili.