Ferrara, 17 febbraio 2017 - Si era trasferito nelle campagne del Ferrarese con tutta la famiglia. Un modo per cambiare aria e magari per allontanarsi dal clima di vendetta incrociata che si respira nelle terre controllate dai clan camorristici. Aveva quindi preso in affitto (in maniera del tutto regolare) un casolare a due piani nei dintorni di Tresigallo. Il trasloco non gli è però bastato a mettersi al sicuro dalle reti della giustizia. Il giorno di San Valentino, la polizia di Stato ha infatti bussato alla sua porta con in mano un ordine di carcerazione firmato dalla procura di Napoli. A finire in manette è stato Giuseppe Lomasto, 54 anni, ritenuto membro di spicco di un clan camorristico membro della cosiddetta ‘alleanza di Secondigliano’. Sul suo capo pendeva una condanna definitiva a 10 anni di reclusione per associazione ai fini si spaccio di sostanze stupefacenti. Reati che Lomasto avrebbe commesso dal 1999 al 2000 tra Italia, Spagna e Olanda. Gli agenti della squadra mobile, con la collaborazione dei colleghi di Napoli, dopo l’emissione dell’ordinanza firmata dalla procura del capoluogo campano, si sono messi sulle tracce del latitante. Dopo alcuni giorni, lo hanno individuato in quel casolare in aperta campagna. Una volta raccolte le evidenze necessarie, hanno fatto irruzione nell’abitazione. Ormai in trappola, Lomasto, che viveva nel casolare con la moglie e il figlio, si è prodigato in un ultimo tentativo di dissimulare la sua vera identità. Ostentando indifferenza ha iniziato a parlare con gli agenti utilizzando parole ed espressioni tipiche del dialetto ferrarese. La speranza di passare come uno del posto si è però infranta contro le certezze degli investigatori. Dopo appena dieci minuti dall’inizio del blitz, gli agenti lo hanno portato fuori con le manette ai polsi.

Giuseppe Lomasto è ritenuto un soggetto di elevata caratura criminale, specializzato nel traffico di sostanze stupefacenti. La sua carriera ha inizio negli anni ‘80, quando si distingue per aver messo in piedi una delle più fiorenti piazze di spaccio della sua zona. In breve tempo conquista la fiducia dei vertici del clan camorristico Licciardi. Risulta perciò legato ad alcuni personaggi di rilievo che hanno caratterizzato la storia della criminalità napoletana. Lomasto, in particolare, aveva il compito di gestire il traffico di droga per conto del clan. Dopo alcuni anni, a seguito di sanguinosi ed efferati conflitti tra i vari sodalizi del capoluogo campano e dopo numerosissimi omicidi di camorra, il clan di cui Lomasto era membro confluisce nell’alleanza di Secondigliano. Nel contesto di questa guerra tra famiglie, il 54enne è rimasto coinvolto in ben tre agguati di matrice camorristica, due a Napoli e uno a Viareggio.