Ferrara, 29 ottobre 2016 - Avrebbe detto il falso in Procura. Avrebbe negato circostanze ben precise, raccontate ad altri in precedenza, in merito alla morte di Willy Branchi, ucciso da mani ancora oggi sconosciute la notte tra il 29 e 30 settembre 1988 e gettato nudo lungo l’argine del Po a Goro. Per tutto questo ora dovrà rispondere di false informazioni al pubblico ministero Giuseppe Tittaferrante che, nei giorni scorsi, gli ha fatto notificare un’informazione di garanzia con invito a comparire il 3 novembre per essere interrogato.

Carlo Selvatico, classe 1939 incensurato, è il primo cittadino di Goro a finire nell’inchiesta sull’assassinio di Vilfrido, riaperta dopo 26 anni, e che da aprile 2014 vedeva un solo nome tra gli indagati (sempre per il reato 371 bis): quello di don Tiziano Bruscagin, parroco della comunità per 32 anni e oggi nel Padovano.

Dove eravamo rimasti? Primavera scorsa, l’inchiesta sull’omicidio del diciottenne subisce una brusca accelerazione. In via Mentessi, sede della Procura cittadina, e nelle caserme di Goro e Comacchio, vengono convocate diverse persone, tutte quante – secondo le accuse – a conoscenza di uno o più elementi che potrebbero essere utili per arrivare alla verità. Alcune delle quali già verbalizzate ma che, fino a quel momento, hanno preferito non parlare o raccontare il falso nel tentativo di coprirsi l’un con l’altro.

Ed è proprio allora che l’attenzione cade su una cerchia di soggetti ben precisi, uno in particolare: Carlo Selvatico, 77 anni, ben conosciuto dagli inquirenti nonostante la sua fedina penale risulti senza macchia. L’uomo viene sentito in due occasioni, sempre come persona informata sui fatti: una dai carabinieri del Reparto investigativo di Comacchio, l’altra direttamente nell’ufficio del pm Tittaferrante. Quest’ultima, secondo indiscrezioni, risulterà una chiacchierata lunga e sofferta, che porta gli investigatori a convincersi ancora di più del fatto che l’oggi pensionato sarebbe a conoscenze di diversi dettagli dell’88. Cosa di cui però lo stesso ha sempre negato.

Ma vi sarebbero testimonianze che direbbero il contrario. Una su tutte. Selvatico, infatti, nei mesi scorsi avrebbe fatto alcune confidenze ad una persona – già sentita in Procura –, chiedendo informazioni e dicendosi molto preoccupato per gli eventuali sviluppi investigativi. Affermando, infine, che ‘’tanto sanno tutti chi è l’assassino di Willy’’. Quell’incontro, però, è sempre stato smentito dal pensionato – che, stando alle accuse, si presentò addirittura sotto falso nome - in entrambe le volte in cui venne ascoltato. Ma non è tutto. Secondo quanto trapela, nei prossimi giorni altri finiranno davanti a carabinieri e magistrato per essere sentiti.

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