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E' morto lo scrittore Gaetano Tumiati

Aveva 94 anni

Vincitore del Premio Campiello nel 1976 con il romanzo "Il busto di gesso", la salma sarà tumulata nel cimitero monumentale di Ferrara Lascia il tuo ricordo

Gaetano Tumiati (Businesspress)
Gaetano Tumiati (Businesspress)

Ferrara, 29 ottobre 2012 - Lo scrittore e giornalista Gaetano Tumiati, vincitore del Premio Campiello nel 1976 con il romanzo "Il busto di gesso" e autore dell’auto biografico "Prigionieri nel Texas", è morto ieri nella sua casa di Milano all’età di 94 anni. Per espressa volontà del defunto non ci saranno i funerali e la salma sarà tumulata nel cimitero monumentale di Ferrara, la città dove Tumiati era nato il 6 maggio 1918. Tumiati pubblicò i suoi primi racconti a vent’anni sull"’Oggi" di Arrigo Benedetti e Mario Pannunzio.

 

Dopo la guerra e la prigionia si è dedicato interamente al giornalismo: inviato speciale prima dell"’Avanti" poi de "La Stampa", fu direttore della rivista "Illustrazione italiana" e infine vicedirettore di "Panorama" negli anni in cui il settimanale fu guidato da Lamberto Sechi.

 

Nato in una facoltosa famiglia ferrarese (suo padre Leopoldo era avvocato ed accademico, lo zio Gualtiero affermato attore e regista, un altro, Domenico, scrittore e drammaturgo, infine l’altro zio, Corrado era poeta e giornalista), Gaetano Tumiati studiò dapprima presso i padri barnabiti per poi iscriversi alla Facoltà di Giurisprudenza, aderendo al Guf e conseguendo la laurea con lode. 

 

Partito volontario per la Libia durante la seconda guerra mondiale, Tumiati fu fatto prigioniero e trasferito negli Stati Uniti, dove fu internato in un campo di prigionia ad Hereford, nel Texas. In questa circostanza strinse un forte legame d’amicizia con lo scrittore Giuseppe Berto e conobbe l’artista Alberto Burri, legandosi con il pittore polesano Ervardo Fioravanti che frequentò a Ferrara nel dopoguerra.  Le memorie della prigionia americana furono oggetto in seguito del diario ‘’Prigionieri nel Texas’’, edito nel 1985 da Mursia. Suo fratello Francesco, che aveva aderito alle organizzazioni partigiane, fu catturato dai nazifascisti e fucilato, a Cantiano nelle Marche, il 17 maggio 1944.

 

Rimpatriato nel 1946, Tumiati intraprese un’intensa carriera giornalistica che lo vide dapprima inviato in Cina ed in Corea del Nord per ‘’L’Avanti’’; raccolse poi una selezione dei suoi articoli nel volume ‘’Buongiorno Cina’’, stampato dalle edizioni Avanti! nel 1954. Fu quindi direttore de ‘’L’illustrazione italiana’’ ed inviato speciale per ‘’La Stampa’’, raccontando le esperienze giornalistiche nel libro ‘’Un avvenire nell’industria grafica’’ (Enipg, 1964).

 

Ricoprì in seguito l’incarico di vicedirettore di ‘’Panorama’’ e collaborò con ‘’Il Secolo XIX’’.
Tumiati ha scritto alcuni libri di successo oltre a "Il busto di gesso" (Mursia), come ‘’Questione di statura’’ (Mondadori) e ‘’I due collegiali’’ (Marsilio, 1999). Tra i suoi libri anche ‘’Morire per vivere. Vita e lettere di Francesco Tumiati medaglia d’oro della Resistenza’’ (Corbo Editore, Ferrara, 1997), dedicato alla tragica esperienza partigiana del fratello vittima dei nazisti.

Fonte Adn-Kronos

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