Ferrara, 22 aprile 2017 - In dodici per rendere conto del crollo della Carife. Ex alti papaveri e attuali dirigenti della banca estense insieme ai vertici di due dei quattro istituti finiti sotto inchiesta per il presunto aumento fittizio di capitale, Banca Popolare Valsabbina e Cassa di Risparmio di Cesena (escono invece dai radar degli inquirenti Banca Popolare di Bari e Banca Popolare di Cividale). Al netto delle quarantadue posizioni stralciate, nell’atto di fine indagine firmato dal procuratore capo Bruno Cherchi e dai sostituti Stefano Longhi e Barbara Cavallo, rimangono solo una manciata di dirigenti e funzionari.

Nell’atto compaiono i nomi di Sergio Lenzi (ex presidente del consiglio di amministrazione di Carife), Daniele Forin (ex direttore generale), Davide Filippini (direttore risorse bilancio), Michele Sette (direzione finanza), Paolo Govoni (legale rappresentante di Carife Sei), Teodorico Nanni (consigliere Carife), Michele Masini (socio della società di revisione contabile ‘Deloitte & Touche’), Ezio Soardi (Banca Valsabbina), Germano Lucchi (ex presidente del cda della Cassa di Risparmio di Cesena), Adriano Gentili (ex direttore generale Cassa di Risparmio di Cesena), Maurizio Teodorani (responsabile servizio finanza CarispCesena) e Spartaco Gafforini (ex direttore generale Banca Valsabbina).

Chi esce dall’inchiesta è invece la vecchia Carife come persona giuridica. Ad essere indagato per l’ente era l’allora commissario Antonio Blandini. Il suo nome non compare nell’avviso di fine indagine e quindi si presume che gli inquirenti abbiano deciso di far cadere la chiamata in causa della persona giuridica (il decreto 231). Chiuso un filone di indagine sulla crisi della vecchia Carife, resta ancora aperto quello che riguarda gli anni 2007/2013. Su quel fronte sono ventisette gli ex vertici e dirigenti indagati per reati di bancarotta fraudolenta per distrazione e dissipazione. L’inchiesta ha preso il via nell’estate del 2016, in corrispondenza con la dichiarazione dello stato di insolvenza della banca. Su quel fronte, di recente, gli inquirenti hanno chiesto e ottenuto una proroga di indagine.