Ferrara, 23 marzo 2017 - La Procura ha inviato 27 avvisi di proroga indagine a carico di 27 ex amministratori della banca Carife che si sono succeduti nella gestione dell’istituto dal 2008 al 2013, quando Carife venne commissariata da Banca Italia. Nel nuovo atto notificato la Procura avvisa i 27 ex amministratori delle ipotesi di reato contestate, bancarotte fraudolente nelle varie formulazioni di dissipazione, distrazione e occultamento per la malagestione nel periodo che poi ha portato Carife al dissesto e ad essere inserita nel decreto cosiddetto ‘Salvabanche’.

La nuova inchiesta, aperta nel luglio scorso, è una delle tranche su cui i magistrati ferraresi stanno indagando, poiché la prima quella sull’aumento di capitale ritenuto fittizio e che vede 53 indagati rappresenta solo un piccolo pezzo della storia di vecchia Carife, per fatti dell’estate 2011. Questa inchiesta è conclusa e, a giorni, si attende l’atto di chiusura sulle indagini in cui vengono ipotizzati, a carico delle 53 persone, i reati di aggiotaggio, falso in prospetto, ostacolo alla vigilanza e bancarotta patrimoniale.

Quest’ultimo reato coinvolge altre quattro banche esterne: la romagnola Caricesena, la bresciana Banca Valsabbina, la pugliese Popolare di Bari e la friulana Popolare di Cividale. Gli avvisi di proroga rappresentano il primo atto pubblico dell’inchiesta nata sul crac di vecchia Carife, dichiarato ufficialmente dopo lo stato di insolvenza di fine inverno scorso e dopo il Salvabanche che aveva messo in risoluzione-liquidazione vecchia Carife.