Ferrara, 9 aprile 2015 - C’è l’azienda, come Vega srl, che si è rialzata dal terremoto del 2012 più forte di prima. Che da un crollo ha costruito nuove idee, nuovi investimenti. C’è quella, giovanissima, partita da fatturato ‘zero’ e che, nel giro di qualche anno, è riuscita a ritagliarsi uno fetta di mercato importante e che ora ha clienti fino negli Emirati Arabi. È la ‘favola’ della Visirun Spa. Storie di imprese e di capitani coraggiosi - soprattutto in un Paese che da troppo tempo ha i piedi ben ficcati nella crisi - raccontate nel forum organizzato da Qn-Il Resto del Carlino e UniCredit nella splendida cornice del Castello Estense e che rientra nel programma delle celebrazioni per i 130 anni del quotidiano. ‘Dal Borgo al Mondo: innovazione, nuovi mercati e nuovi soggetti. Elementi per lo sviluppo del territorio ferrarese’: su questo tema hanno ragionato imprenditori, rappresentanti delle istituzioni e del mondo delle banche. Tutti d’accordo, alla fine: necessario, anzi fondamentale oggi è investire sull’innovazione per aprirsi ai nuovi mercati. Ma ancora più importante, forse, è uscire dei confini del ‘borgo’. Non quello fisico, chiaramente. Non le mura. Non il perimetro della storia. Il ‘borgo’ mentale, piuttosto: gli ostacoli di pensiero, i confini messi alle possibilità. Lo ha spiegato bene Michele Govoni, che da dieci anni sta affiancando il padre nell’azienda di famiglia, la Govoni Sas, operativa nel settore dei cablaggi industriali. «Nel percorso di ricambio generazionale che sta attraversando la nostra impresa – ha spiegato – ho capito quanto sia importante aprirsi, conoscere nuovi linguaggi, nuovi approcci alle situazioni. Vedo invece molti imprenditori chiusi nel loro ‘borgo mentale’, nei personalismi, negli egoismi».

Quindi apertura, anche alle nuove tecnologie applicate a campi ‘tradizionali’ e pilastri dell’economia – soprattutto per Ferrara – come l’agricoltura. In questo, ha spiegato Paola Pedroni, vice presidente nazionale e presidente regionale di Agriturist, la nostra provincia è assolutamente al passo coi tempi. Dimenticatevi gli agricoltori tutti vanga e trattore. «C’è addirittura chi usa i droni – spiega Pedroni – per fare trattamenti più mirati e senza sprechi». La campagna che arriva sulla tavola, e la campagna che ospita, che accoglie. La culla del turismo slow. Quella degli agriturismi. A Ferrara sono 63 quelli aperti, 74 quelli registrati sull’elenco provinciale. «Ma ci sono ancora ampi margini di sviluppo», ha sottolineato Pedroni. Anche e soprattutto nel nostro Delta, scrigno di natura e possibilità. E su questo ha insistito anche Ted Tomasi, ad del gruppo ‘Tomasi case’, che ha fatto la storia e lo sviluppo dei Lidi ferraresi. «Il mondo è cambiato e noi dobbiamo imparare ad andare incontro alle esigenze di questo nuovo turismo. È finito il tempo di offrire solo l’appartamento. Bisogna adeguare l’offerta ricettiva e imparare a vendere il territorio». Imprenditori e istituzioni al lavoro per consentire al borgo di affacciarsi sul mondo, ma anche al mondo di entrare nel borgo. E una bella mano devono darla le istituzioni: «Nostro compito – ha detto Caterina Ferri, assessore comunale alle Attività Produttive del Comune di Ferrara – è rendere la nostra provincia sempre più attrattiva per chi ha voglia e capitali da investire». E la voglia di investire non è mancata alla Vega Srl che dal sisma del 2012 si è rialzata investendo in una nuova avventura. «Uno dei nostri cinque capannoni era crollato – ha raccontato Fabrizio Malaguti, presidente Vega Srl – Quando l’abbiamo ricostruito abbiamo pensato, in quello spazio, di intraprendere una produzione tutta nostra. Noi che per anni abbiamo lavorato solo come contoterzisti». E così Vega, che da 35 anni lavora nel settore metalmeccanico ed edile, si è specializzata anche nella produzione di porte blindate personalizzate, di alta qualità anche estetica. La spinta dopo il crollo. La reazione e l’orgoglio. E per un impresa che ha una storia, una che, in pochi anni, sta tagliando traguardi storici. Si tratta della Visirun Spa, un piccolo gioiellino che produce software e hardware nel ‘borgo’, quello di Ferrara, per esportarli nel mondo. Nata nel 2008, oggi ha 40 addetti e fa 6 milioni di euro l’anno di fatturato. «Siamo riusciti a rubare fette importanti di mercato – spiega l’amministratore unico, Fabio Previato – ad aziende molto più grandi e quotate in borsa. Siamo molto competitivi sul fronte dei prezzi».

Protagonista dell’incontro UniCredit, al fianco di Qn e Il Resto del Carlino in questi cinque forum (Ferrara è stata la prima tappa) che proseguiranno fino a ottobre in città simbolo del processo di internazionalizzazione delle economie locali. Luciano Resciniti, responsabile commerciale Area di Ferrara UniCredit, e Luca Lorenzi, Deputy regional manager Area Centro Nord, hanno sottolineato il legame, strettissimo, dell’istituto di credito con il territorio. «UniCredit non è solo una rete di sportelli – ha sottolineato Resciniti – Vogliamo essere parte integrante del territorio». Di quello di oggi, e di quello di domani. E in questo senso va l’investimento – 12 milioni di euro – con il quale «abbiamo supportato 200 start up». Ed è ottimista, UniCredit, sulla ripresa dell’economia ferrarese. «Lo dicono le richieste dei mutui per le case, finalmente riprese – dice Lorenzi – e questo è un segno di fiducia. Ma la nostra sensazione è anche che molte aziende stiano aspettando la nuova contrattualista per assumere. Questo – assicura – sarà l’anno della svolta».