I DATI del terzo trimestre dell’anno confermano indicatori congiunturali positivi per le imprese manifatturiere, con trend più decisi per le imprese di maggiori dimensioni. Secondo gli scenari di Prometeia, diffusi dall’osservatorio dell’economia della Camera di commercio ad ottobre, il valore aggiunto provinciale nel 2017 dovrebbe salire a +1,5%, variazione positiva inferiore di qualche decimale al valore previsto per la regione (+1,7%) e sempre maggiore al dato nazionale (+1,4%). Nel corso dell’anno dovremmo così superare il valore medio del periodo che va dal 2009 ad oggi, rimanendo però ancora lontano ai valori pre crisi.

LA CRESCITA appare condizionata dall’andamento positivo dell’industria (+2,2%) e da quello, in misura di poco inferiore, dei servizi (1,4%). A rallentare l’aumento è ancora il trend delle costruzioni, che però dovrebbe tornare a cresce nel 2018 (+2,0%): per il 2017 il settore costruzioni segnerà ancora un dato negativo (-0,7%). Gli indicatori sul commercio internazionale, elaborati sulla base delle informazioni diffuse da Istat, hanno registrato per i primi sei mesi dell’anno una tendenza positiva delle vendite all’estero per il complesso della provincia. L’export è cresciuto anche nel secondo trimestre dell’anno, con variazioni sempre condizionate dall’andamento di un numero ristretto di imprese che fatturano all’estero una quota rilevante sul totale provinciale. L’andamento delle esportazioni ha tratto nuovamente vantaggio dalla capacità di cogliere notevoli risultati sui mercati europei in maggiore espansione e ha potuto beneficiare del consolidamento della crescita sui mercati asiatici, nonostante un sensibile calo sul mercato statunitense, ancora secondo partner commerciale delle imprese ferraresi. Nel primo semestre la crescita si è di nuovo concentrata in alcuni comparti anche se il segno positivo ha prevalso in molti settori, con l’unica rilevante eccezione dell’automotive (-35,3%) che per il sesto trimestre consecutivo rileva il segno meno. Il comparto incide ora sull’export provinciale per poco più del 7%, quando solo due anni fa ne rappresentava quasi un terzo. Risulta in contrazione anche l’aggregato degli apparecchi elettrici, elettronici e computer, ma la loro quota sul totale è sempre stata modesta e raggiunge appena il 3%. Rispetto ai primi sei mesi dell’anno precedente si riducono le vendite all’estero anche di prodotti della pesca e della lavorazione alimentare. Questi trend negativi sono largamente compensanti dai buoni andamenti delle altre attività economiche. In dettaglio, osservando i risultati dei settori che hanno fornito i contributi principali alla crescita, si segnala in positivo soprattutto il forte aumento delle vendite estere di prodotti della chimica (+17,7%, in leggero rallentamento rispetto al trend del primo trimestre) e di macchinari e apparecchiature meccaniche, che pur decelerando chiudono il trimestre con un aumento del +12,2%, rappresentando il 31,6% dell’export provinciale.