Ferrara, 7 agosto 2016 - La sindaca di Codigoro Alice Zanardi ammette l’errore ed evita la scomunica da parte dei vertici del Partito Democratico. Nella bufera per la ‘provocazione’ sul possibile aumento delle tasse per chi affitta ai migranti, la Zanardi ha corretto la rotta: dichiarando di «aver sbagliato a scrivere la frase nel documento», e smentendo di avere la minima intenzione di ritoccare Irpef e Imu.

«Farò solo i controlli, igienico sanitari, che mi competono per legge». Poi però, piccata dall’aut aut del sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani (che ieri aveva scritto «O io o la Zanardi dentro il Pd!»), reagisce con veemenza: «Non si caccia un sindaco a colpi di tweet. Io ho posto comunque un problema reale, quello dell’impatto dei migranti sulle piccole comunità». Non manca neppure una frecciatina al segretario nazionale del Pd: «Renzi dice che ho sbagliato, però anche lui dice continuamente che i profughi vanno aiutati a casa loro...».

Il passo indietro, comunque, le è già valso di fatto il perdono dei vertici del Partito Democratico: «Confido che il cambio di prospettiva della Zanardi possa rasserenare il dibattito interno al Pd – afferma il segretario regionale Paolo Calvano –, affinché ci si possa concentrare sulla ricerca di soluzione che stiano dentro il nostro campo valoriale». Ma il clima resta acceso, visto che dal consigliere economico del governo Luigi Marattin (renziano della primissima ora) arriva una stoccata proprio a Tagliani: «Frasi come “o io o lei”, o “nel Pd di Ferrara non c’è posto per tutti” mi sembrano oggettivamente fuori luogo, e indicative di un continuo nervosismo che non credo faccia bene».