Comacchio, 10 novembre 2017 - L’appello al decreto generale arcivescovile del 9 ottobre, che vieta ‘Di mettere a disposizione sedi e strutture nel territorio dell’arcidiocesi per qualsiasi iniziativa organizzata o gestita a favore di singoli partiti o formazioni politiche’. E un monito. Duro, forte, unico. Che tuona. È stato notificato a don Alessandro Guerinoni, parroco di San Giuseppe di Comacchio, per aver ospitato il 25 ottobre, nei locali parrocchiali «un incontro di presentazione del movimento politico Il Popolo della Famiglia». Porta la firma del Vicario generale don Roberto Solera e i timbri dell’arcidiocesi di Ferrara e Comacchio. Un documento che verrà conservato nell’archivio segreto della curia e pubblicato sull’albo del palazzo arcivescovile. Riprende il parroco. Lo richiama allo «spirito di obbedienza». Lo esorta «a recedere da condotte di pubblica disobbedienza».

Un provvedimento che Mirko De Carli, coordinatore per il Nord Italia de Il Popolo della Famiglia, relatore dell’incontro ’incriminato’ non accetta. «Siamo stati invitati dal parroco come laici cristiani impegnati in un movimento politico ispirato alla dottrina sociale della chiesa cattolica, a raccontare la nostra testimonianza – precisa –. Non c’era nessuna propaganda e non siamo in campagna elettorale». De Carli entra nel merito: «Non è una polemica con sua eccellenza – incalza –. Non si capisce questo attacco che è un monito a tutti gli altri sacerdoti». Non basta.

«Conosciamo le posizioni politiche di Perego sullo ius soli – fa notare – che sono nettamente in contrasto con le nostre. Perego non la pensa come noi e forse neppure come la dottrina sociale della chiesa». Considerazioni elettriche: «Ci lascia esterefatti una reprimenda cosi forte nei confronti di don Alessandro – assicura – che abbracciamo e che continuerà ad accompagnarci spiritualmente nel circolo di Comacchio del Popolo della Famiglia». Poi un annuncio: «Con Mario Adinolfi – dice – stiamo inviando una richiesta di appuntamento. Vogliamo incontrare Perego per esprimergli il nostro rammarico, per fargli capire che non siamo contro di lui e che non bisogna portare il dibattito sul piano politico ma sui valori che ci ispirano».