di FEDERICO MALAVASI

Ferrara, 18 dicembre 2017 - UNA cena di lavoro con scopi diversi da quelli dichiarati e il rimborso di un viaggio in macchina che in realtà sarebbe stato effettuato in treno. Sono le due bucce di banana sulle quali è scivolato l’ex consigliere regionale del Pdl Mauro Malaguti e che gli sono costate una condanna a un anno e quattro mesi in abbreviato nell’ambito dell’inchiesta ‘spese pazze’. Il gup di Bologna Domenico Panza, nelle sue motivazioni alla sentenza di condanna, entra nel dettaglio delle due uniche accuse rimaste in piedi. Il reato contestato è peculato, ma dei 56mila euro finiti sotto la lente a inizio inchiesta, Malaguti è stato condannato solo per poco più di mille.

DUE le spese ritenute illecite dal tribunale. Primo, una cena al ristorante ‘Green Park’ di Cento. Il conto messo a rimborso è di 625 euro. Ufficialmente la cena aveva lo scopo di «discutere in merito alle recenti vicende legate alla nuova Cispadana». In realtà, secondo il gup, quella sera si sarebbe tenuto un evento di raccolta fondi per la candidatura di Paolo Fava alle elezioni comunali di Cento. Fatto che, sempre stando a quanto riportato in sentenza, si sarebbe risolto in un «non consentito aiuto economico al partito, se non proprio alla persona del candidato beneficiario». La seconda spesa fa riferimento a un rimborso chilometrico per la tratta Ferrara-Milano (417 euro), motivato con un «incontro con eletti». Secondo il giudice però, Malaguti avrebbe percorso in macchina solo il tratto Ferrara-Bologna, per poi prendere il treno. Ricostruzioni che fanno tirare un mezzo sospiro di sollievo al legale dell’ex consigliere, l’avvocato Alberto Balboni. «Per quanto riguarda la prima contestazione – spiega il legale –, l’argomento è debole, al punto che non era nemmeno stato oggetto di dibattito». In merito alla seconda accusa invece, l’ex esponente del Pdl avrebbe una spiegazione. «Malaguti era partito da Ferrara in macchina – prosegue Balboni –. Poi però ha avuto un problema meccanico e l’ha lasciata in Regione, facendosi portare quella della moglie. Assurdo pensare che abbia cercato di frodare la differenza tra il biglietto del treno e il rimborso chilometrico. Direi che abbiamo ampi margini di appello».