Ferrara, 3 maggio 2017 - Era un caldo luglio del 2013. Quello che ha cambiato  la storia della Ferrara calcistica, quando la famiglia Colombarini prese le redini della S.P.A.L., Società polisportiva Ars et Labor, fondata ad inizio ’900 da un sacerdote salesiano, Pietro Acerbis e che versava in acque melmose, dal punto di vista societario, ormai da decenni. 

"Arrivò una chiamata del sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani – racconta Colombarini – che ci chiese se eravamo interessati ad acquistare la Spal. C’erano le condizioni per farlo ed accettammo". Dal 2013 è stata scritta una storia di successi sportivi che arriva a oggi, con la Spal a un passo dalla serie A. Artefice sul campo del miracolo sportivo, l’allenatore: Leonardo Semplici, al timone della squadra dal dicembre del 2014. "La scelta dell’allenatore? Ci era sembrato l’uomo giusto, si è rivelato proprio così. Il suo segreto per essere vincente è il modo in cui sa tenere lo spogliatoio. Dal punto di vista umano è una persona significativa, speriamo di riuscire a trattenerlo anche per il prossimo anno. Certo, dovessero arrivargli offerte irrinunciabili saremmo i primi a capire se vorrà andarsene".

Il budget della Spal che si aggira tra i 7 e gli 8 milioni di euro, non era certamente uno dei più alti della serie B, anzi. Gestione oculata e valorizzazione dei giovani, i fiori all’occhiello che hanno portato a questo miracolo. "Anche in serie A stabiliremo un budget e lo manterremo. Ovviamente sarà suscettibile di variazioni a seconda delle entrate, tra sponsor, diritti e abbonamenti, ma qui sprechi e passi più lunghi della gamba non si sono mai visti e mai si vedranno. L’ultima cosa che accadrà al mondo è mettere in pericolo la Vetroresina per la Spal. La gente è già lì che ci chiede un Messi per il prossimo anno… Intanto abbiamo Floccari, poi si vedrà. Abbiamo anche diversi giovani validi che speriamo ci vengano lasciati per fare un altro anno di esperienza. Se così non fosse ne troveremo di altrettanto bravi". In tribuna d’onore dovrà accogliere anche i presidenti di Inter e Milan: "Benissimo. I mercati orientali sono gli unici nei quali non siamo ancora riusciti a sfondare, magari sarà l’occasione per stringere qualche alleanza… L’importante è che parlino inglese, o il ferrarese. Saranno comunque tutti benvenuti al Paolo Mazza, da Agnelli a De Laurentis. Alla fine faremo parte tutti di una grande famiglia".