Ferrara, 20 marzo 2017 - Conosciamo Gian Piero Ventura sin dai primi anni della sua ormai lunga esperienza di allenatore. Mossi i primi passi nella sua Liguria, l’attuale cittì della nazionale ebbe il vero battesimo del fuoco nella Centese, e per due anni, il biennio 1987-89. Furono stagioni difficili. Nella prima retrocesse in C2 ma si vide riammettere dai due punti di penalizzazione ‘postumi’ comminati al Fano, che scese al suo posto; nella seconda cadde davvero, a braccetto della Spal di Veneri e Specchia. Ma quella Centese in terza serie iniziava a faticare, e le colpe del mister furono poche. In compenso il tecnico ebbe modo di farsi apprezzare per equilibrio e buonsenso, due qualità che lo hanno contraddistinto fino a oggi attraverso esperienze di spicco quali quelle maturate sulle panchine di Sampdoria, Cagliari, Verona e Torino. Fino a spingerlo in Nazionale.

Ora, proprio perché se ne conosce l’intelligenza e la moderazione, non viene facile comprendere perché Ventura abbia convocato in azzurro l’ottimo Meret in questa occasione. Certo, visto dalla prospettiva del club azzurro, il big-match di serie B appare cosa lontana e marginale. Per Spal e Frosinone invece è evento quasi epocale. Non sono in discussione, si badi bene, i sacrifici per le nazionali: a certi livelli diventano ineluttabili, vi si è preparati. Infatti non destano rimpianto la chiamata di Bonifazi in under 21, che priverà Semplici anche del difensore, al pari del ‘sacrificio’ dello sloveno pari reparto Krajnc, che domenica sarà assente nel Frosinone per impegni della selezione del suo paese.

Nemmeno le chiamate precedenti di Meret avevano trovato argomentazioni contrarie: erano in preventivo. Questa nuova - e meritatissima - convocazione di Meret, la seconda nel club A, ci sembra però un caso diverso, e per vari motivi. Primo: il ragazzo ha vent’anni d’azzurro davanti, e tempo per coprirsi di gloria. Secondo: non pare avere la minima possibilità di giocare contro Albania e Olanda con la concorrenza di Buffon e Donnarumma. Terzo: lo si toglie a una squadra di B per la partita più importante dell’anno, per destinarlo probabilmente tra panchina e tribuna. Quarto: lo si chiama per la morìa che si è abbattuta su altri portieri più maturi.

Nella convocazione riesce difficile scorgere il proverbiale buonsenso di Ventura, che pure sa che la B non si ferma. Per una nomination che si prevede di contorno, altre scelte più acconce erano percorribili, tutte più acconce. Ormai è andata. Meret sente odore di azzurro e gli si farebbe torto cercando escamotage per richiamarlo. Almeno lo si renda subito protagonista concedendogli una partita... Altrimenti, si sarà chiesto alla Spal un sacrificio del tutto ingiustificato. P.S: Marchegiani e Poluzzi, siete pronti?
m. m.