Ferrara, 20 marzo 2017 - Francesco Colombarini, qui tocca prepararsi per davvero per la serie A...

«A questo punto non possiamo che arrivarci. Altrimenti chi li sente più i tifosi...».

Spaventati?

«No, mi spaventa di più che in serie A non potremo sempre vincere. E noi ci siamo abituati bene in questi due anni. Anche se a dire il vero…».

A dire il vero?

«Se il Carpi era in gran parte la squadra retrocessa l’anno passato dalla A, allora dico che anche così potremmo dire la nostra».

Preoccupati per la questione stadio?

«Eh, un puchin sì… Sono sincero, su quel fronte ci sono alcune cose che mi lasciano perplesso. Ad esempio, a Carpi, una parte dei nostri tifosi era nella gradinata assieme ai tifosi locali. Senza reti o altre barriere fisiche in mezzo. E non è successo nulla».

Da noi non si potrebbe fare una cosa equivalente?

«Abbiamo anche una rete di divisione. Ecco, queste cose faccio fatica a capirle. Inoltre la conferenza dei servizi che doveva riunirsi lunedì (oggi per chi legge, ndr) per valutare l’ipotesi di apertura della gradinata, è stata rimandata di una settimana. Questo significa che sicuramente per la gara contro il Frosinone non ci sarà questa opportunità. E tantissima gente resterà fuori».

Poi si dovrà procedere prima possibile con l’inizio dei lavori di ristrutturazione per portare all’aumento di capienza, necessaria sia in caso di B sia in caso di A. Giusto?

«Anche questo è un discorso abbastanza spinoso. Il Comune potrà mettere a budget una certa cifra. Dovremo pertanto provvedere noi al resto dei lavori e questo significa togliere risorse ad un rinforzo della squadra. Questo a prescindere dalla categoria. A meno che non si prospetti l’ingresso di uno sponsor generoso che ci dia una mano sulla questione economica. Cosa che ci auguriamo moltissimo. Ci sono già alcuni discorsi intavolati che farebbero ben sperare, vedremo cosa accadrà nei prossimi mesi».

In queste settimane la Spal ha avuto una grande visibilità mediatica, con iniziative dedicate ai biancazzurri anche a livello nazionale. Sta cambiando la vostra quotidianità?

«Mo va là. Sono trent’anni che ogni giorno vengo in Vetroresina, mattina e pomeriggio, sette giorni su sette, e così continuerò a fare sempre».

A proposito di Vetroresina: è stata fondata nel 1968, guarda caso corrisponde all’ultimo anno di serie A della Spal. Un buon auspicio, non crede?

«Ah, allora vorrà dire che è proprio destino che gliela riportiamo noi nella massima serie».

E mister Semplici? Rimarrà al timone della Spal?

«Rimane, rimane».

Sia in serie B sia in serie A?

«Sì, noi contiamo che sia così. Negli ultimi tempi ci siamo avvicinati ancora di più». Parola di Francesco Colombarini.

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