Un film su Aldro
a Venezia
Il regista:
"Documenti inediti"
L'intervista al ferrarese Filippo Vendemmiati che ha diretto il film-documentario 'E' stato morto un ragazzo' sulla vicenda di Federico Aldrovandi, morto nel 2005 dopo una colluttazione con quattro poliziotti
Ferrara, 8 settembre 2010 - Filippo Vendemmiati, 52 anni di Ferrara, vive dal ’95 a Bologna. Entra in Rai nell’87, due anni dopo diventa giornalista professionista. A luglio 2009 la sua scommessa: comincia a lavorare al documentario ‘E’ stato morto un ragazzo. Federico Aldrovandi che una notte incontrò la polizia’. Questa sera alle 22esima Venezia, alla mostra del cinema, l’anteprima.
Dove nasce l’idea di un 'docufilm' sulla storia di Federico Aldrovandi?
"Inizialmente pensavo a un libro, a una via di mezzo tra un romanzo e un’inchiesta giornalistica. In realtà alla fine mi sono trovato con decine di quaderni di appunti e un armadio di cassette con tutte le udienze del processo. Le ho riguardate tutte e ho pensato che la cosa migliore fosse un documentario, o meglio un mix tra documentario e film che oggi tutti chiamano docufilm".
Le immagini, inevitabilmente, riapriranno la ferita nella famiglia di Federico.
"Provocheranno forti emozioni, senza dubbio, ma credo sia giusto così. Questa storia va raccontata perché un caso del genere non accada mai più. L’intero progetto (prodotto da Marcello Corvino di Promo music, in collaborazione con l’Associazione Articolo21, ndr) nasce dal loro consenso. Patrizia e Lino mi hanno aiutato in questo anno di lavoro spingendomi ad andare avanti sempre. Anche loro lo vedranno la prima volta a Venezia e anche per questo sono molto teso ed emozionato".
Qualche anticipazione?
"Ci saranno documenti inediti, alcune parti saranno narrate, presenteremo dialoghi di protagonisti reali recitati da alcuni autori. Il tutto inizia all’interno dello stadio di Ferrara".
Per quale motivo, scusi?
"In primo luogo perché la tifoseria della Spal ha sempre dimostrato enorme vicinanza e sensibilità, senza dimenticare il mio grande amore per i colori biancazzurri. Poi per la segnalazione di quel giorno...".
Il 25 settembre 2005? Racconti.
"Domenica 25 settembre di cinque anni fa, ero allo stadio, si giocava Spal-Ancona. Parlai con un grande amico che oggi purtroppo non c’è più, Andrea Talmelli. Mi disse che il giorno dopo avrei letto sui giornali di un ragazzo morto per malore ma che in realtà dietro c’era qualche cosa di molto diverso. Purtroppo però sottovalutai la questione e cominciai ad occuparmi del caso solamente alcuni mesi più tardi".
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