Il coraggio
di non arrendersi
La storia
di Lorenzo Major
Lorenzo Major, atleta paraplegico dopo un incidente d'auto nel 2001, ha intrapreso la carriera agonistica in ben quattro discipline: "Lo sport è la mia vita"

Ferrara, 21 settembre 2010 - “I miei amici si meravigliano per gli sforzi che faccio per allenarmi. Ma, è questa la vita che voglio. Io vivo per lo sport”. Queste sono le parole di Lorenzo Major, atleta disabile che pratica quattro sport a livello agonistico: tiro a segno, kayak, scherma e basket. Sportivo Lorenzo lo è sempre stato. Prima del 2001, quando un incidente automobilistico lo ha reso paraplegico, praticava il karate a livello agonistico e non perdeva occasione per cimentarsi in qualche nuova disciplina sportiva.
L’incidente, però, non lo ha fermato. Anzi, dopo il 2001 le sue attività sportive sono addirittura aumentate. Costretto ad abbandonare il karate, Lorenzo ha diviso la sua passione agonistica in quattro. “I primi mesi dopo l’incidente sono stati terribili- racconta- poi ho incontrato Mauro Borghi, presidente del Canoa Club di Ferrara, che mi ha introdotto al kayak. Dopo un anno, avevo gia’ preso confidenza con la pagaia”.
Ma Lorenzo Major non si sentiva ancora soddisfatto. Voleva di più. “Mi sono guardato intorno e ho scelto il tiro a segno, uno sport che mi ha dato grandi soddisfazioni”. Non è difficile crederlo visto il suo curriculum come tiratore: ha vinto sei titoli regionali, si è classificato terzo ai Campionati italiani nella specialità P10 e ha ottenuto vari piazzamenti in ambito nazionale e internazionale. Poi è arrivata la scherma. “Uno sport che richiede molta concentrazione- spiega- perché bisogna saper gestire al massimo il corpo e la mente. La mia precedente esperienza con le arti marziali mi ha aiutato moltissimo”.
Essere nelle nazionali di scherma e kayak non bastava ancora per Lorenzo Major. "Non molto tempo fa ho giocato a basket con alcuni amici - ricorda -, mi è piaciuto e ho deciso di praticarlo in modo più serio".
Cosi da una partita con gli amici è nata una squadra di pallacanestro che ha partecipato al campionato 2009 di serie B, in collaborazione con il Cus di Padova, e si sta preparando per l'edizione 2010. Con tante attività Lorenzo e' a tutti gli effetti uno sportivo professionista, non tanto in termini di denaro quanto per l'impegno e la volonta'.
L'incontro più importante però è stato proprio quello avuto con Mauro Borghi che ha risvegliato in lui l'amore per lo sport affievolitosi dopo l'incidente. Borghi è consigliere federale del Comitato italiano paralimpico e coordinatore tecnico nazionale della paracanoa. Presidente del Canoa Club di Ferrara, Borghi è attivissimo nel campo della canoa per disabili.
Allenatore degli atleti del club ferrarese, segue anche Lorenzo Major nelle competizioni più importanti. "Dal 1991 abbiamo deciso di occuparci di paracanoa - racconta Borghi - e la nostra filosofia è sempre stata quella di mettere alla pari sportivi disabili e normodotati. Oggi sono i primi a essere i più forti. Nel 2010 la canoa per disabili è entrata ufficialmente a far parte delle discipline paralimpiche. L'obiettivo è stato raggiunto ai mondiali dello scorso agosto a Poznan (Polonia) dove serviva la presenza di squadre di almeno 20 Paesi. "C'erano 26 squadre per un totale di 82 atleti - racconta Borghi - e un italiano ha mancato di pochissimo il podio". Chi era questo italiano? Lorenzo Major, ovviamente. Così l'infaticabile trentanovenne, originario di Cavarzere (Venezia), avrà qualcosa in più da raccontare agli studenti ai quali parla della sua storia.
Parlare agli studenti è, infatti, la seconda attività del canoista veneto. "Incontrare i giovani mi piace - conclude Major - racconto loro la mia vita cercando di spiegare il significato dell'impegno, il rispetto delle regole e dell'avversario, ma anche i limiti del proprio fisico. Praticare sport e avere la possibilità di raccontarlo ai ragazzi mi fa sentire davvero felice".










