Ferrara, 30 novembre 2017 - Il Giro d'Italia ha chiamato Ferrara e la città ha fatto suonare i suoi campanelli tingendoli di rosa per dare il benvenuto ufficiale al ritorno, dopo otto anni, di quella che è considerata la corsa più bella del mondo. E già si sentono le voci e lo schioccare dei look e quel particolare profumo di Giro d’Italia che sa far battere i cuori a ritmo dei pedali. Emozione rosa che ieri, dopo la presentazione ufficiale su Rai Due, ha travolto Ferrara confermandola tra le pietre preziose di una corsa che nel 2018 saprà stuzzicare ricordi e riflessioni, impegno e testimonianza, saluterà campioni come Michele Scarponi e farà assaggiare passione e sudore.

Una 101° edizione storica con 3.546 chilometri, da Gerusalemme a Roma omaggiando Gino Bartali il Giusto e salite meravigliosamente crudeli come lo Zoncolan e la Cima Coppi sullo sterrato del Col delle Finestre. Un Giro duro che non lascia respirare e spacca le gambe ma che vede Ferrara uno tra i 495 comuni del Giro, incastonata alla 13° tappa, il 18 maggio, dopo l’arrivo a Imola.

Da Ferrara a Nervesa della Battaglia, 180 chilometri che attraversano la pianura per unire la città delle biciclette ai luoghi simbolo della Grande Guerra; una giornata dove il circuito finale della salita del Montello è una carezza prima che i corridori sentano le mani dello Zoncolan uscire dall’asfalto a trattenergli le ruote. Un Giro che è una narrazione di imprese sportive incorniciate dalla cultura e dalla storicità dei tanti paesi che tocca.

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«Il Giro ha un grande aspetto culturale e quando ci ha cercato abbiamo subito risposto positivamente – dice Simone Merli, assessore allo sport –. Un sì che nasce dal volere degli organizzatori del Giro di intitolarlo alla pace, con partenza da Gerusalemme. Ferrara per le sue caratteristiche, come il Meis e le tante iniziative sviluppate in città, è stata dunque individuata dal Giro tra le città più rappresentative. Era giusto rispondere positivamente trovandoci davanti a uno degli eventi nazionali più importante in assoluto».

Un investimento di 50mila euro che però vale molto di più. «Una grande vetrina per Ferrara che genera un indotto totale, come visibilità complessiva, assolutamente superiore alle somme investite – ha continuato – alla tappa lavoriamo da alcuni mesi, frutto anche di una collaborazione strettissima anche con Massimo Maisto assessore alla cultura e vicesindaco di Ferrara.

Il Giro 2018 è molto particolare e significativo, Ferrara si inseriva perfettamente. Città della bici che ha appena riaperto il suo velodromo dopo 28 anni, anello importante nella storia della pista italiana». Giro che va a mettere dunque la ciliegina sulla torta di una città che ha realizzato la bike night, la gran Fondo del Po e sviluppato attorno alla bici percorsi significativi. «Il Giro è un sogno che si realizza – ha concluso – ora nasce il comitato di tappa, il via in centro storico e l’organizzazione di tanti eventi coinvolgendo anche il mondo del ciclismo ferrarese». E al via, da ieri, c’è già la certezza di Froome