Ferrara, 20 ottobre 2017 – IL MAGICO mondo di Mike Hall, l’uomo che ha vestito fino a pochi anni fa la casacca dell’Armani Milano in Eurolega, e che ora è approdato a Ferrara, è tra le vie del centro storico. Capita spesso di incontrarlo a passeggio nei momenti liberi dal basket, e il lungo della Bondi si presta sempre volentieri a un saluto, una stretta di mano o un selfie. Sorridente e disponibile fuori, quanto motivato a mille quando è il momento di calcare il parquet. Un personaggio vero Mike: istrionico, trascinatore e passionale, quasi come un italiano, più che un americano... Si è calato perfettamente nella parte e ora ha in mente solo Ferrara, e la Bondi, magari con l’obiettivo di riabbracciare un domani palcoscenici più consoni al suo talento.

«Sono felice di come la squadra lavori tutti i giorni in palestra per crescere e migliorare passo dopo passo – racconta in un momento di pausa mentre osserva i compagni allenarsi –. Sento che siamo cresciuti e che cresceremo ancora, ma serve pazienza. Il campionato è lungo e queste due sconfitte non devono preoccupare. Vedo tante squadre allo stesso livello e noi siamo tra queste».

Come ti trovi a Ferrara, dopo aver vissuto in passato anche in realtà molto più grandi?

«Mi piace molto Ferrara e la sua dimensione. Sono spesso in centro, ammiro i monumenti, la storia di questa città e ovviamente il cibo. Voglio conoscere tutto al più presto. La gente? E’ molto amichevole: mi saluta, mi ferma, mi chiede di fare delle foto. Per me è molto importante sentirmi a casa, sentirmi uno di voi, e mi fa stare bene».

Torniamo al basket giocato: in queste ultime due gare avete avuto percentuali molto basse di squadra da tre punti e ai liberi. Preoccupato o sono cose che capitano?

«Assolutamente cose che capitano nell’arco di una stagione così lunga. Gioco a basket da tanti anni e so che in questo gioco possono capitare giornate nelle quali fai sempre canestro e altre in cui fatichi a fare tutto. L’importante è non metterci pressione addosso, non deprimerci e continuare a lavorare come stiamo facendo. Questa squadra è diversa da quelle in cui ho vissuto in passato...».

In che senso...?

«Voglio dire che qui mi sento come in una famiglia, nella quale non si vive con ansia o depressione una sconfitta, ma semplicemente si cerca di crescere e migliorare. Ed è bello che anche società e tifosi siano compatti e al nostro fianco. Non vedo aspetti negativi in questo momento per noi e l’atmosfera è bella e stimolante».

L’anno scorso con Biella avete dominato il girone Ovest, uscendo però ai playoff contro un’avversaria del girone Est. E ora che sei proprio nel girone Est, che differenze trovi tra i due raggruppamenti?

«Le differenze sono enormi, inutile negarlo. Ma lo vedevo già l’anno scorso, perchè seguivo le partite del girone Est. Le squadre di questo gruppo sono superiori sia tecnicamente che fisicamente, e non di poco, credetemi. Ma questo non deve essere un alibi: la Bondi è pronta a misurarsi anche con il livello più alto e nel girone più competitivo».

Nell’ultima partita coach Martelossi si è lamentato del fatto che le tue doti di rimbalzista offensivo non vengano abbastanza tutelate dagli arbitri, visto che spesso ti sanzionano dei falli in attacco. Tu cosa ne pensi?

«Che è l’inizio del campionato anche per gli arbitri e sono certo che loro, come gli atleti, miglioreranno nel corso della stagione».

Mauro Paterlini