Forlì, 18 aprile 2017 - Calma: a due settimane dalle partite che decideranno la stagione, Forlì non si può far prendere dal panico. La partita di Imola per tre quarti ha dimostrato che l’Unieuro è all’altezza del compito che la attende: grande fisicità, assoluta concentrazione, a tratti era parsa quasi spietata.

Come spiegarsi allora la sconfitta? La chiave è la condizione fisica, crollata nel finale: Valli chiede un tipo di pressione assolutamente dispendiosa, e ci può stare un passaggio a vuoto fisico – la mentalità no, quella c’è eccome – dopo un mese di marzo meraviglioso. Per spiegare il calo, però, bisogna tirare in ballo anche il fatto che giocano quasi sempre gli stessi: perché molti dei panchinari di oggi vengono dalla B e hanno già pagato duramente un livello più alto.

Come se ne esce? Recuperando la forma dei top player, ed è questione di tempo (si spera poco). Ma anche concedendo un pizzico di fiducia in più per esempio a Paolin e Thiam, due sempre pronti a sbattersi che darebbero un po’ più di ossigeno alle rotazioni.