Forlì, 3 novembre 2017 - Quando avvengono fatti come quello di mercoledì – la 31enne Elisa Mercuri ha perso la vita in via Rio Cozzi a Castrocaro, mentre era a passeggio con la zia: è stata travolta da un anziano di 83 anni alla guida di una Fiat 500 vecchio modello; l’uomo si sarebbe fermato un istante, per poi preoseguire la marcia, dichiarando poi di non essersi reso conto dell’accaduto – «la strada si fa assurda e feroce, e tutto diventa incomprensibile, tutto diventa ingiusto». Questo uno dei passaggi di un breve testo, dal titolo ‘Il senso di una sconfitta’, scritto da Giordano Biserni sul sito dell’Asaps, l’associazione, da lui presieduta, di Amici e sostenitori della polizia stradale.

Biserni, questa volta l’investitore è un 83enne. Che valutazioni può fare dell’accaduto?

«Il terreno, quando si parla di over 80 alla guida, è minato. Personalmente ho vissuto malissimo l’episodio di Castrocaro. Già ai tempi delle stragi del sabato sera pensavo che il problema del futuro sarebbe stato quello degli anziani che guidano».

Ha qualche numero specifico per avere un’idea del fenomeno?

«A livello nazionale, su 37 milioni di patentati, abbiamo 60mila ultranovantenni e 800mila con più di 80 anni. Ma il fenomeno, dato che si allunga la vita media, è destinato a peggiorare».

Non è facile chiedere a una persona, soprattutto a una certa età, di rinunciare alla patente. Come intervenire?

«Concordo. Togliere la patente per molti è quasi come firmare un certificato di morte anticipato. Non entro nel caso specifico, ma dico che, in queste occasioni, c’è una responsabilità corale, che chiama in causa familiari e medici».

L’Asaps cosa propone?

«Noi riproponiamo, visto che ne parliamo da anni, che agli over 80 possano essere rilasciate patenti circoscritte a precisi àmbiti spazio-temporali. Inserendo cioè il divieto di guidare di notte, o in autostrada, per fare qualche esempio. Verrebbe ridotto il pericolo, e l’anziano potrebbe continuare a guidare per andare a fare la spesa o per andare a prendere i nipotini a scuola».

Ma il codice della strada lo consente?

«Sì, lo prevede, tenendo conto dell’esistenza di una direttiva europea».

Come funziona il rinnovo della patente?

«Superati gli 80 anni, si fa una visita dal medico designato dall’Ausl. In caso di problematiche particolari dal punto di vista sanitario come cardiopatici, diabetici o altro, c’è una ulteriore visita della commissione medica locale. Durante le visite dovrebbe essere valutata anche la capacità reattiva dell’anziano. Superati gli ottanta, la patente viene rinnovata per un massimo di due anni».

Che responsabilità hanno i familiari? Difficile non accorgersi quando un nonno, o un padre, non è più in grado di guidare.

«So di dire qualcosa di forte, ma penso che, quando si verificano casi come quello di mercoledì, il familiare che non è intervenuto chiedendo una verifica straordinaria della patente, dovrebbe essere chiamato a concorrere per quanto accaduto. Ribadisco: è un argomento impopolare, ma va affrontato, perché col passare del tempo, sarà sempre peggio».