Bologna, 14 luglio 2017 - Troppo caldo, tutti a terra: è successo, nella notte, nel viaggio dell’Intercity 765 partito giovedì da Milano e diretto a Lecce, ma falcidiato dai guasti e dai ritardi. Una specie di odissea, tanto che appunto a Forlì, quando il treno si è fermato, “sono scesi un centinaio di passeggeri”, anche con l’intervento della Polfer, allertata per il disagio nelle carrozze. A ricostruire l’accaduto è la Uil dopo vari contatti e informazioni raccolte con personale delle ferrovie che era a bordo e con Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza di Fs.

Viene così fuori il racconto un viaggio ‘a singhiozzo’: l’Intercity notte arriva alla stazione di Bologna attorno alle 22 di giovedì sera e qui si ferma per un guasto all’impianto di condizionamento su alcune vetture: viene tentata una riparazione ‘volante’ e il treno accumula un ritardo di oltre 200 minuti. Quindi riparte, ma lascia a terra una signora che si era sentita male e che, raccontano sempre al sindacato, viene soccorsa in ambulanza.

L’Intercity riprende dunque la sua corsa, “ma si ri-ferma a Castel San Pietro, per lo stesso guasto”, riferisce Roberto Rinaldi della Uil confederale; accumula cosi’ altri 140 minuti di ritardo. Il viaggio riprende ancora, ma c’é da fare i conti con il capotreno di 57 anni che sta male. “Per il troppo stress: anche lui- specifica sempre Rinaldi - è stato soccorso, portato in ospedale a Imola e dimesso questa mattina”. Anche stavolta l’Intercity riparte, ma a Forlì “la gente è scesa perché ormai il treno aveva un ritardo enorme e perché il guasto di fatto non era stato riparato del tutto e si stava male dal caldo”, racconta Maurizio Lago, segretario regionale della Uiltrasporti.

I passeggeri dell'Intercity notte 765 partito da Milano e in viaggio verso Lecce (con cinque ore di ritardo) si vedranno rimborsare integralmente il biglietto per i disagi lungo il tragitto. Lo assicura Trenitalia che, dopo la  segnalazione del viaggio a singhiozzo, soprattutto in Emilia-Romagna, fatta dalla Uil, conferma che alcuni problemi ci sono stati. All'azienda delle Fs risulta che sia andata così: il treno è arrivato in orario a Bologna, ieri sera attorno alle 22, e qui è stato chiesto l'intervento dei tecnici perché in una delle nove vetture l'impianto di condizionamento era guasto.  

Purtroppo non è stato possibile risolvere il problema e quindi  alcuni passeggeri sono stati spostati in altre carrozze o su un altro treno che viaggiava a poca distanza. Una famiglia ha preferito passare la notte in hotel (come proposto dalle Fs e a spese dell'azienda di trasporto) ed è ripartita stamattina alle 9.42. Per fare tutto questo, però, è servito del tempo e questo ha causato ritardi e messo 'sotto stress' l'impianto di  condizionamento. L'intercity è quindi ripartito all'1.20 per incappare "in un secondo inconveniente" a Castel San Pietro che però, chiariscono dalle Fs, non è stato dovuto al caldo per il condizionamento rotto; bensì a un problema infrastrutturale al sistema di gestione della linea: un taglio di cavi, forse per un furto, avvenuto in Puglia ma con ripercussioni fino alla linea che passa per la Romagna. Chiaro che l'attesa non ha giovato al sistema. E' in questo frangente che il capotreno si sente male e chiede di 
essere sostituito (cosa riferita anche dalla Uil, ma con soccorso dell'uomo in quel di Imola).

Sta di fatto che il capotreno viene sostituito e l'intercity riparte alle 4 del mattino.  Un nuovo intervento di assistenza manutentiva viene fatto a Rimini. E i 100 passeggeri stufi e accaldati scesi a Forlì di cui parla la Uil? A Trenitalia risulta che lì il treno sia sostato solo poco (dalle 4.51 alle 4.54) e senza esodi di massa. Il treno richiede poi un’ulteriore assistenza manutentiva a Foggia. Si arriva così ad accumulare cinque ore di ritardo sulla tabella di marcia, ma l’Intercity è comunque riuscito a recuperare almeno una ora, si sottolinea da Trenitalia.

Un nuovo intervento di assistenza ai passeggeri è stato fatto a Rimini. E i 100 passeggeri stufi e accaldati scesi a Forlì di cui parla la Uil? A Trenitalia risulta che lì il treno sia sostato solo poco (dalle 4.51 alle 4.54) e senza esodi di massa. Il treno richiede poi una ulteriore assistenza ai passeggeri a Foggia. Si arriva così ad accumulare cinque ore di ritardo sulla tabella di marcia, ma l'Intercity è comunque riuscito a recuperare almeno una ora, si sottolinea da Trenitalia.