Forlì, 5 ottobre 2017 - Tre anni di carcere, e la ‘Sfinge’ esce a causa di una grave malattia. Proprio per le sue assai critiche condizioni di salute Girolamo Mazzoccoli, 67 anni, noto alle cronache giudiziarie come ‘Mago della Sfinge’, ha lasciato nelle scorse ore il carcere di Piacenza; è ai domiciliari, nell’abitazione della sorella, a Forlì.

Originario di Monopoli, provincia di Bari, arriva a Forlì negli anni Settanta. E inizia la carriera di mistico, che gli porta i primi guai giudiziari: nel ’79 e nell’82 subisce due condanne per atti di libidine contro due ragazze minorenni, e nel 2003 viene arrestato con l’accusa di violenza sessuale, dopo la denuncia di una ragazza di Cesena. Nel 2010 Girolamo incassa 15 anni di condanna, poi avallati dall’Appello ma bocciati dalla Cassazione nel 2011. Il 13 novembre 2012 i giudici della Corte di secondo grado condannano la Sfinge a 10 anni. Verdetto che diventa definitivo nel 2014, quando poi l’ex guru finisce in cella, per scontare la sua condanna. Il fine pena è fissato per il 2024.

I suoi legali, Giovanni Zauli e Gianluca Betti, a causa delle deteriorate condizioni psico-fisiche dell’ex mago, chiedono al tribunale di Sorveglianza i domiciliari. Richiesta in un primo momento negata. Un’ulteriore istanza in Cassazione trova invece cittadinanza; il fascicolo torna a Bologna. Dove il tribunale di Sorveglianza accoglie la domanda dei difensori: Mazzoccoli esce di cella per «differimento di pena». Tra un anno sarà di nuovo valutata la sua salute.