Meldola, 9 novembre 2017 - C’è anche il Comune di Meldola tra le stazioni appaltanti dell’azienda Alessio Carni di Monsummano Terme, nel Pistoiese. Ieri quattro suoi dirigenti, insieme al commercialista dell’impresa, sono finiti ai domiciliari (altre 19 persone risultano indagate). L’azienda si sarebbe aggiudicata appalti pubblici di forniture alimentari per diversi milioni di euro, abbattendo i costi mediante la somministrazione di alimenti non corrispondenti a quelli previsti, tra cui carni potenzialmente nocive per la salute poiché avariate e contaminate da batteri.

I carabinieri dei Nas avrebbero riscontato irregolarità nella fornitura di carne in 30 mense – tra scuole e ospedali – in Emilia Romagna, Lazio, Toscana, Lombardia, Piemonte e Veneto e in 13 strutture militari di Esercito e Aeronautica, due delle quali all’estero. Nel corso dell’inchiesta, partita nel gennaio dello scorso anno, è stata sequestra mezza tonnellata di carne. L’azienda toscana è fornitore del Comune di Meldola dal 2013-2014.

Dal Comune fanno sapere che fino ad oggi «non ci sono mai stati problemi legati alla qualità delle carni forniteci da questa azienda». Per quanto riguarda le carni rosse che finiscono ai bambini delle scuole di Meldola, Predappio e Bertinoro, esse vengono acquistate dal Consorzio Val Bidente. Per quanto riguarda invece le carni bianche, il Comune fattura l’acquisto all’azienda toscana, che però le compra dalla Amadori di Cesena. «Per la Alessio Carni è più conveniente che fare arrivare tre volte la settimana le carni bianche dalla Toscana», spiegano dal Comune. Morale: le carni bianche che arrivano nelle cucine dell’Istituzione Drudi per essere poi lavorate, provengono dagli allevamenti cesenati. I rappresentanti dell’amministrazione attendono ora gli sviluppi del lavoro delle forze dell’ordine. Poi, nel caso, fanno sapere, «prenderemo tutti i provvedimenti possibili».