Forlì, 15 aprile 2017 - Una carabina di circa 6mila euro di valore, per un totale di oltre due mesi di lavoro. È quella che Varide Cicognani, dell’omonima armeria di via Zampeschi, ha costruito appositamente per Papa Francesco. «Gliela donerò personalmente in udienza privata – ha spiegato il costruttore di armi – e spero che possa finire all’interno dei musei vaticani». 

Ma perché proprio un fucile? «In Italia, così come nel mondo, abbiamo una concezione sbagliata delle armi, che sono viste solamente come strumento di offesa: costruite appositamente per far male, se non addirittura uccidere. Questo mio gesto invece vuole simboleggiare tutt’altro: è la difesa dei valori cattolici. Che poi è il concetto di ogni arma che costruisco, visto che l’uso è principalmente quello sportivo». Sul calcio del fucile poi, tinteggiato come se fosse un cielo azzurro con qualche nuvola, da una parte c’è San Francesco con alle spalle il mondo intero, dall’altra la croce dei cavalieri di Malta. Sotto la canna invece, da ambo i lati, compare la colomba della pace con in bocca il rametto d’ulivo. «I disegni sono un’opera dell’artista Claudia Pasqualini di Pisignano, un’amica a cui ho chiesto di decorare l’impugnatura».

Tramite due contatti importanti poi, Cicognani chiederà al pontefice di incontrarlo e, in quell’occasione, donerà il fucile. «Devo ringraziare Carlo Ennio Morri, ambasciatore Vaticano di San Marino, e Maurizio Valentini, un habitué di doni al Papa. Se riuscirò a consegnare la mia opera a Bergoglio, sarà solo grazie a loro». Non solo, una copia esatta della carabina verrà esposta a maggio a San Marino, quando sul monte Titano si svolgeranno le Olimpiadi dei piccoli Stati. «Per me è un privilegio – continua Cicognani –, vedere le mie carabine in giro per il mondo: guadagnare consensi e rispetto è una cosa che mi riempie il cuore».

Lo storico armaiolo e tiratore di carabina è arrivato anche a vestire i colori azzurri (l’ultima volta da tiratore nel ‘94 ai Mondiali a 300 metri di Tolmezzo) e come allenatore ha sotto le sue ali un altro azzurro, Paolo Montaguti, che proprio nel tunnel di via Zampeschi va ad esercitarsi e a migliorare la sua arma, che lo stesso Cicognani gli ha costruito.