Forlì, 7 dicembre 2017 - L'Apollo non sarà più un teatro. Dopo la definitiva chiusura alla fine di marzo, lo storico edificio di via Mentana perderà infatti anche la sua destinazione d’uso dedicata esclusivamente a ‘sede di spettacolo’, acquisendo però alcune tutele, che vincolerebbero i lavori al ‘risanamento conservativo’. Ciò significa che, qualsiasi sarà l’utilizzo a cui l’Apollo verrà destinato in futuro, la sua struttura in tipico stile Liberty dovrà essere conservata intatta sia all’interno che all’esterno, anche a seguito di ristrutturazioni.

E già ieri, quando la notizia girava sui social network, c’erano le polemiche di chi temeva una possibile conversione in supermercato, centro commerciale o, peggio, casa popolare. Ma il Comune nega: «Questo genere di destinazione permetterà di mantenere invariata la struttura – spiega l’assessore all’urbanistica Francesca Gardini – valorizzando un luogo a cui molti cittadini sono legati. In questo modo l’Apollo potrà essere aperto al pubblico e fruibile non solo saltuariamente».

La decisione è stata votata martedì dal consiglio comunale, all’interno di un più ampio regolamento urbanistico, che ha avuto il consenso di tutti i consiglieri di maggioranza, 18 per l’esattezza, compreso Paolo Bertaccini, socialista e rappresentante dei Verdi, tra primi in passato a sollevare perplessità sul testo in discussione. A chiedere la riconversione è stato lo stesso proprietario dell’immobile Maurizio Lombardi: «Durante la fase intermedia tra adozione e approvazione della variante urbanistica, ci sono arrivate ben 102 osservazioni, ovvero contributi da parte dei cittadini. E tra questi c’era anche quello di Lombardi, che richiedeva tale cambiamento. Come Comune non avremmo mai potuto rifiutare di dare nuova vita a una parte della città così importante e questa decisione del consiglio permette proprio di attualizzare le funzioni della struttura, che non viene più utilizzata come teatro dal 2012».

Per oranon ci sono però ancora progetti concreti per un nuovo possibile utilizzo dell’Apollo, anche se l’opzione più idonea a mantenerne invariata la struttura sembrerebbe essere una libreria. Quello che sembra invece ormai certo è che il teatro non acquisirà un valore storico o artistico: «Nulla vieta alla Sovrintendenza di fare delle verifiche in tal senso – conclude Gardini – ma per ora non ci sono pratiche avvisate».