Forlì, 4 novembre 2017 - Parte lunedì prossimo la campagna di vaccinazione contro l’influenza, che si concluderà a fine dicembre. Sono 31.600 le dosi distribuite a Forlì e 170mila quelle totali nel territorio dell’Ausl Romagna. «Il numero è lo stesso dell’anno scorso, ma auspichiamo che più persone si vaccinino», dicono i responsabili dell’azienda sanitaria. Il tasso di copertura nell’ultima campagna raggiunse il 50,6%, migliorando di un punto percentuale quello della stagione precedente, ma resta molto lontano il dato del 75% che fu raggiunto nel 2006. «L’obiettivo è migliorare tali dati».

Chi sono i destinatari? I gruppi di popolazioni più a rischio di complicanze. Vale a dire anziani dai 65 anni in su, persone di ogni età affette da patologie croniche e le donne nel secondo e terzo mese di gravidanza. L’Ausl raccomanda la profilassi anche per gli operatori sanitari e per alcune altre categorie come forze dell’ordine, vigili del fuoco, donatori di sangue, personale di asili e scuole dell’obbligo e dei trasporti pubblici. Per le categorie a rischio la somministrazione è gratuita.

Le vaccinazioni sono effettuate dai medici di famiglia a cui ci si deve rivolgere per concordare modalità e informazioni. I bambini assistiti dai pediatri di libera scelta affetti da patologie croniche saranno invitati alla vaccinazione del servizio pediatria di comunità su segnalazione del proprio pediatra.

Perché vaccinarsi? «L’influenza costituisce un rilevante problema di sanità pubblica a causa della sua contagiosità, delle possibili gravi complicanze e della variabilità dei virus influenzali – sostiene l’Ausl – . La prevenzione si basa principalmente sulla vaccinazione, oltre che su misure di igiene e protezione individuale, con particolare riferimento alla buona igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie. La vaccinazione, oltre ad essere un ottimo mezzo per prevenire la malattia, è in grado di ridurre significativamente le complicanze, l’ospedalizzazione e l’eccesso di mortalità nei soggetti maggiormente a rischio».

A chi non deve essere somministrata la dose? «Ai soggetti con allergia vera alle proteine dell’uovo e va rinviato in caso di manifestazioni febbrili in atto», sostiene sempre l’azienda sanitaria. Quanto agli effetti collaterali, i più comuni sono «dolori di lieve entità e arrossamenti nel punto dell’iniezione. In rari casi si verificano malesseri generali, febbricola e dolori muscolari».

Nei prossimi giorni scatteranno anche la campagne promozionali per incoraggiare le persone a vaccinarsi.