Milano Marittima, 13 agosto 2017 - Riflettori già puntati sulla prossima grande mostra del San Domenico, che come si sa riguarderà il Cinquecento. Anche quest’anno l’anteprima nazionale a cura dei musei forlivesi è andata in scena a Milano Marittima. L’esposizione, a cura dei Musei San Domenico e della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, in collaborazione col Comune, si terrà anche stavolta nel periodo febbraio-giugno, ma le date esatte non sono ancora state definite.

Gli interventi della serata sono stati tenuti da Piero Boni (Ascom Cervia), Roberto Pinza (Fondazione Cassa dei Risparmi Forlì), Gabriele Armuzzi (vicesindaco di Cervia), Davide Drei (sindaco di Forlì) e Cesare Brusi (Confcommercio Cervia), tutti d’accordo peraltro nel sottolineare il binomio vincente turistico-culturale di Forlì-Cervia.

Una mostra che, come le precedenti dodici, rappresenta una sfida importante per un territorio ricco di cultura trasmessa anche come marketing turistico, perché la cultura contribuisce allo sviluppo economico. Dunque «la bella addormentata si è svegliata – ha sottolineato Roberto Pinza citando il titolo di un articolo apparso sul Corriere della Sera relativo alle grandi mostre forlivesi –, perché Forlì grazie soprattutto a queste mostre è uscita dall’anonimato nazionale».

La parola è andata poi a Gianfranco Brunelli, direttore generale della mostra, che ha presentato la rassegna con proiezione di immagini e soprattutto dal punto di vista concettuale, sottolineando come il Cinquecento sia stato un secolo intricato e complesso, con ideali, politica ed orientamenti estetici totalmente diversi, un secolo che ha visto chiudersi il Rinascimento lasciando il terreno all’arte barocca del ‘600. Le lotte ideologiche e teologiche fra Riforma protestante e Controriforma cattolica portarono a degli eccessi come, ad esempio, il rischio di essere abbattuto a cui fu sottoposto per ben tre volte il Giudizio Universale di Michelangelo, perché alcune figure erano nude o vestite in modo succinto. Sul tema fra sacro e profano si aprì un contenzioso che si protrasse anche in futuro.

Ancora non è stato definito il titolo della mostra, di sicuro si sa che il periodo preso in esame andrà dal sacco di Roma (1527) alla morte di Caravaggio (1610). L’indagine è rivolta sul valore dell’arte nel Cinquecento: come questo valore fu inteso nel suo tempo e come successivamente venne riletto, cercando di mettere a fuoco il rapporto devozionale con quello estetico.

Fra gli artisti di maggior rilievo di cui vi saranno opere in mostra, oltre a Michelangelo e Caravaggio, vanno ricordati Rosso Fiorentino, Pontormo, Lorenzo Lotto, Giorgio Vasari, Sebastiano del Piombo, Marcello Venusti, Tiziano, Jacopo Ligozzi, Bartolomeo Ammannati, Ludovico Carracci. E poi i forlivesi Agresti, Modigliani, Menzocchi.

Durante la serata di presentazione si sono esibite in arie del XVI secolo il soprano Silvia Bertaccini e la pianista Daniela Gudenzi.