Forlì, 24 febbraio 2017 - Lo hanno chiamato «accordo di collaborazione ad ampio raggio». Il gruppo Ferretti e Fincantieri hanno firmato un’intesa con «l’obiettivo di sviluppare sinergie industriali e commerciali». L’annuncio è stato dato nel corso del salone Idex-Navdex di Abu Dhabi, una delle più importanti fiere mondiali dedicate al settore della difesa e sicurezza. Il protocollo si riferisce sia allo stesso settore difesa e sicurezza che a quello della cantieristica da diporto. «In entrambi i comparti le capacità e competenze dei due grandi gruppi italiani sono complementari e sinergiche e l’intesa di collaborazione apre molti scenari possibili» l’istantanea di Ferretti e Fincantieri. «Siamo convinti che l’accordo avrà importanti ricadute sull’economia nazionale» l’analisi di Giuseppe Bono, ad di Fincantieri. Alberto Galassi, collega di Ferretti, non può che essere d’accordo.

Alberto Galassi, amministratore delegato del gruppo Ferretti: quale sarà l’impatto dell’intesa con Fincantieri?

«L’accordo porta complementarità, sinergie e forza a noi e in parte anche a Fincantieri. È una partnership vera con parecchi contenuti che si conoscerenno nei prossimi mesi, alcuni dei quali con una rilevanza patrimoniale notevole. È una grande opportunità».

Come si svilupperà?

«Dal piccolo Riva al mega-yacht, fino alla portaerei: offriremo una gamma completa di prodotti sia nel comparto civile che in quello militare. Quest’accordo mette insieme due bellissime aziende. Ferretti, che è dinamica, vuole accontentare i propri clienti laddove produttivamente non può arrivare. Dove finiamo noi, comincia Fincantieri. Saremo guidati dalle opportunità che il mercato presenterà».

Questo è il grande obiettivo?

«È uno degli obiettivi».

Gli altri?

«Fincantieri è ovunque nel mondo, noi siamo molto presenti. L’alleanza è seria, c’è spazio per collaborare».

Bono dice che l’intesa avrà ricadute sul sistema economico italiano. Intanto ne avrà sul gruppo Ferretti...

«Tutti i nostri siti produttivi sono in Italia. Potremo beneficiare di accordi che Fincantieri stringerà nel mondo: ci saranno ricadute sui nostri stabilimenti per quel che riguarda le barche che Fincantieri non produce. Questa è la conseguenza industriale, c’è quella strategica non meno importante. Ci proponiamo all’estero come partner dei più grandi in assoluto. La nostra credibilità s’accresce».

Quando sarete operativi?

«Ci auguriamo che arrivino presto nuove commesse. Abbiamo firmato un accordo e vogliamo che sia operativo in fretta. Gli annunci a vanvera non ci appartengono, i primi risultati si vedranno nei prossimi mesi».

Com’è nata idea?

«Stimo e conosco da tempo Giuseppe Bono. Ci siamo parlati, è bastata una stretta di mano. C’è una sorta di affinità elettiva».

Sarebbe stato possibile tutto questo qualche anno fa, con Ferretti in crisi?

«Non credo. Nel 2014 e nel 2015, il nuovo management ha badato a salvaguardare 1.400 posti di lavoro e gli stabilimenti produttivi. Nel 2016 abbiamo spiccato il volo. L’accordo con Fincantieri può portarci ancora più in alto».

Come ha reagito la proprietà all’accordo con Fincantieri?

«Benissimo. Mentre annunciavamo la partnership ad Abu Dhabi, Fincantieri firmava un’importante intesa in Cina. Sia Weichai che Piero Ferrari sono soddisfatti».

Siete aperti a nuovi investitori?

«Ci sono persone che guardano con interesse al nostro azionariato. Siamo abbastanza ‘gelosi’ di quello che abbiamo creato: oggi abbiamo la possibilità di scegliere gli investitori».