Forlì, 10 dicembre 2016 - Non è ancora in zona retrocessione, ma il ‘rendimento’ del 2016 è preoccupante. Nel campionato degli stipendi, il territorio di Forlì-Cesena perde colpi. E quindi posizioni in classifica: ben quattordici nel dettaglio, come testimonia il Jp Geography Index, la graduatoria retributiva di regioni e province italiane redatta dall’osservatorio JobPricing.

In assoluto, il poco ambìto primato del calo più consistente appartiene proprio al nostro territorio: dal 28° posto del 2015, al 42° di quest’anno tra le 110 province italiane, con un salario medio annuo (lordo) di 28.011 euro.

Se Milano è in testa con 34.414 euro, Parma è la prima emiliana (quinta posizione, 31.311 euro) e Ravenna la prima romagnola (sesta con 31.005 euro, subito davanti a Reggio Emilia e Bologna). Eppure, nonostante un 2016 da dimenticare, a Forlì-Cesena si paga meglio di Ferrara (46esima con 27.787 euro, sei posizioni in meno del 2015) e Rimini (48esima, 27.709 euro). La media di 30.240 euro annui riconosciuti ai lavoratori (+7,4% nel confronto con Forlì-Cesena) fa dell’Emilia Romagna la terza regione d’Italia per importo degli stipendi.

«I dati sull’abbassamento delle retribuzioni – commenta Paride Amanti, segretario generale della Cgil di Forlì – fanno il paio con la rilevazione che abbiamo condotto con l’Ires: nel nostro territorio sta aumentando in maniera significativa l’impiego part time e non per scelta volontaria del lavoratore. Questa condizione riguarda oltre il 24% dei dipendenti e il 42% di donne. E si traduce proprio in una riduzione del reddito». E ancora: «In Cgil, attraverso il nostro Caf, gestiamo 25mila denunce dei redditi: in 17mila di queste è dichiarata una retribuzione sotto i 25mila euro».