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di LUCA BERTACCINI CLAN-DESTINO e Wwf smontano pezzo per pezzo il progetto del...

di LUCA BERTACCINI
CLAN-DESTINO e Wwf smontano pezzo per pezzo il progetto dell’impianto di incenerimento della pollina che dovrebbe essere costruito a Macallè, nel territorio del comune...
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2008-05-05
di LUCA BERTACCINI
CLAN-DESTINO e Wwf smontano pezzo per pezzo il progetto dell’impianto di incenerimento della pollina che dovrebbe essere costruito a Macallè, nel territorio del comune di Santa Sofia.
«Qui — scrivono gli ambientalisti in una nota — la ditta Agrofertil, che da diversi anni produce concimi organici (pollina compostata), recuperando così i rifiuti degli allevamenti avicoli intensivi del territorio, attua un processo che crea, purtroppo, non pochi problemi olfattivi e igienico-sanitari ai residenti». L’orientamento dell’amministrazione (oggi del progetto si discuterà nella Conferenza dei servizi) avrebbe però preso la piega sbagliata. «Anziché valutare se non sia il caso di affidare la pratica del compostaggio (che rappresenta un valido metodo per il recupero dei rifiuti organici e la strada migliore per restituire alla terra preziose sostanze organiche) a ditte che garantiscano standard ambientali ottimali, magari in siti logisticamente più opportuni, si sta prefigurando il classico passaggio dalla padella alla brace».

NEL MIRINO finisce anche la futura quantità di rifiuti da trattare: circa 50 mila tonnellate all’anno, secondo gli ambientalisti, contro le attuali 20 mila. Un surplus che viaggerebbe a bordo di mezzi pesanti, provocando un congestionamento e un inquinamento paradossali in un territorio che a due passi ha i 36 mila ettari del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi. Un nuovo ‘camino’ insomma, per motivi logistici e di inquinamento, sarebbe davvero fuori luogo.
Clan-Destino e Wwf, affatto convinti che a dover gestire l’impianto debba essere la stessa Agrofertil, rivolgono infine un appello ai cittadini perché si mobilitino (è comunque già sorto il Comitato difesa della salute Alto Bidente) e all’associazione ‘Slow Food’, che sostiene «un modello di agricoltura meno intensivo e più pulito e che a Santa Sofia ha creato un presidio per la tutela del raviggiolo». «La invitiamo a prendere posizione», è il ragionamento fatto dagli ambientalisti.
Intanto oggi pomeriggio, alle ore 15.30, davanti alle sede della Provincia c’è la manifestazione di protesta del comitato di cittadini.