2008-05-05
UN LUNGO DIARIO in prima persona è La luna è girata strana del giovane forlivese Simone Rossi per ledizione Zandegù. Il linguaggio usato è quello parlato con intercalari divertenti, con aforismi spiritosi e anche con versi di poesie e di canzoni travisate secondo gli umori personali del momento.
Non mancano, nel libro, momenti densi di pathos come le situazioni di povertà della popolazione etiope, sempre però proposti con lausilio di similitudini anche vagamente gergali che sbilanciano la serietà della condizione. Il volume prende lavvio nel mese di febbraio-marzo, quando, fra la consegna della tesi di laurea e la discussione della medesima, a Simone si presenta lopportunità di un viaggio, assieme al settantenne Verbano, in Etiopia in una comunità di bambini retta dal missionario Padre Bernardo.
UN VIAGGIO che tocca mercati, gente che dorme per le strade, di caramelle (premio ambito per i bambini), di birr ( monete), di tugùr (capanne). Una realtà lontana mille miglia da quella conosciuta fino ad allora dallautore, ma che sa affascinarlo coi suoi deserti, con le strade polverose e piene di buche, coi pomeriggi caldi e sonnolenti, ma anche con lo splendore delle cascate, delle undici chiese scavate nella roccia, della presenza di scimmie, di una luna girata, storta, stesa che brilla fortissimo.
UNO DEI momenti più intensi e che hanno segnato lautore è il viaggio nel viaggio ossia il percorso in jeep fino a Lalibela in cui si incontrano cammelli, donne berbere che si coprono la faccia, di località a 3500 metri di altezza, di alberi del pepe, del lago Tana con le sue isole e gli ippopotami.
Il tutto intercalato con considerazioni simpaticamente spiritose di un linguaggio che oscilla fra espressioni sintetiche, battute tratte dalla espressività quotidiana che rendono più agevole e divertente la lettura.
Rosanna Ricci