Poi però arriva una telefonata inattesa: "C’è bisogno di te, viene all’Amadori". C’era da sostituire un collega. Alle 18 Stefano era già nell’azienda avicola di San Vittore, pronto come al solito. Un’ora e mezza dopo è successa la tragedia
Forlì, 1 luglio 2008 - "Era pieno di vitalità, rideva e scherzava sempre... Ed era un padre perfetto. Severo e perfetto". La nipote di Stefano tiene gli occhi spalancati ma non riesce ancora a vedere niente che non sia l’immagine del suo povero zio che se n’è andato.
Stefano Barchi, forlimpopolese, si era sposato nel 2001 con Erika Raggi. I due vivevano in un appartamento in via fratelli Spazzoli a Forlimpopoli; i genitori di lui abitano a Selbagnone. Quello di Stefano ed Erika è un condominio attempato come tanti altri da quelle parti, vicino al campo sportivo di Forlimpopoli in una traversa di via Giardino. Un condominio in cui ieri tutte le serrande erano abbassate per il caldo, mentre qualche vicino, all’ombra di un giardinetto adiacente, provava inutilmente a ricordare i dettagli di una vita spazzata via in un attimo dalla corrente elettrica.
Padre di due bimbi di 5 e 3 anni, Stefano nonostante l’età ancora giovane — avrebbe compiuto 34 anni il 14 luglio prossimo — era già un elettricista esperto. Dopo gli studi al ‘Comandini’ aveva cominciato subito a lavorare. Domenica pomeriggio però non era in servizio. Non avrebbe dovuto lavorare, pensava di passare la serata con la famiglia: Erika, Mattia e Alice. Poi però una telefonata inattesa gli ha fatto cambiare i programmi: "C’è bisogno di te, viene all’Amadori". C’era da sostituire un collega. Stefano non ha rifiutato, perché avrebbe dovuto? Alle 18 era già nell’azienda avicola di San Vittore, pronto come al solito. Un’ora e mezza dopo è successa la tragedia. E una domenica pomeriggio di tranquillità è diventata l’ultima.
Riccardo Fantini