L'ala pivot della Jolly Colombani e della Filanto è a Sportilia per il Supercamp del World basketball sport center. Nel 1998 ha rinunciato alla Fabriano ed è tornato nella sua città vicino a Philadelfia per fare il viceallenatore dell’high school di Red Lion e stare vicino ai suoi figli
Santa Sofia (Forlì), 3 luglio 2008 - Un grande ritorno di uno di quelli che ci sono rimasti nel cuore, per scoprire che anche lui non se n’è mai andato. E adesso, anche fisicamente, è tornato: John Fox, ala pivot della Jolly Colombani e della Filanto (dal 1989 al 1991 e ancora nel 1998), è a Sportilia per il Supercamp del World basketball sport center.
Fox, che ci fa di nuovo vicino alla sua Forlì?
"Sono al camp del mio amico Stefano Colombo (coach a Faenza) per allenare i bambini: è la mia passione. Qua c’è anche mio figlio Micheal: ha dodici anni ed è già alto sei piedi e due, come si dice da voi? Più di 1,70... Mentre l’altro, Matthew, gira con mia moglie tra Firenze e Venezia".
Quanto resta?
"Fino a sabato a Sportilia. Poi weekend a Roma e martedì si riparte per l’America. Mercoledì sarò già al lavoro! Faccio l’informatore farmaceutico per la Sanofi-Aventis, una grande azienda".
Incredibile. Quando nasce questo secondo John Fox, lontano dai tabelloni?
"Nel 1998, dopo aver giocato nella Carne Montana Forlì. Da allora sono il viceallenatore dell’high school di Red Lion, la mia città, a due ore d’auto da Philadelphia".
Scusi, ma lei nel 1998 fece un figurone da 21,2 punti a partita. Perché smettere?
"Fu una scelta di vita, volevo essere più vicino alla mia famiglia. Decisi pur avendo già in mano un biglietto per Fabriano, dove mi voleva Virginio Bernardi".
Bernardi, un altro nome legato a grandi ricordi... Campionato 1989/90.
"Il mio più grande ricordo è proprio la notte di Fabriano. Tornammo e al casello c’erano tremila persone per noi. Fu una grande... come si dice celebration? Ah sì, festa".
L’anno dopo in A1 c’era Bob McAdoo con lei.
"Il più forte con cui abbia mai giocato. Voleva vincere non solo a basket, anche a carte o a ping pong".
Vi sentite ancora?
"Ci siamo visti l’anno scorso, quando la sua Miami (dove fa il vice, ndr)
è venuta Philadelphia. Con Gherardini mi sento una volta al mese, invece. Fu lui a prendermi dopo essere stato tagliato dai Chicago Bulls".
Quelli di Micheal Jordan?
"E di Scottie Pippen. Non mi tennero, arrivai a Forlì. È stata comunque una delle più grandi esperienze della mia vita...".
La Libertas non c’è più, sa?
"Grande dispiacere. Se penso che non giocate neanche più al Palafiera... è triste".
Il suo futuro?
"Quando i figli saranno grandi vorrei tornare. Qui a Forlì, certo".
Marco Bilancioni
John Fox, l'ala pivot della Jolly Colombani e della Filanto degli anni '90, è a Sportilia per il Supercamp di basketball. Il campione: "Siete nel mio cuore. Quando i figli saranno grandi vorrei tornare a Forlì"