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UN SOUVENIR FUORI MODA

Cartoline? Forlì saluta i turisti col look anni ‘80

Se ne vendono molto poche, forse per colpa dell'avvento della tecnologia. Le serie più vecchie convivono con immagini più recenti: l’azienda forlivese che le produce propone qualche nuovo scatto ogni tre anni, ma sono solo una ventina le immagini in circolazione nei pochi esercizi che le espongono

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cartonia del chiostro di San Mercuriale Forlì Forlì, 7 luglio 2008 - La Ritmo bianca in primo piano davanti alla caserma ‘De Gennaro’ tradisce una certa età. Ma siamo in Bulgaria nel 2008 o a Forlì negli anni ‘80? La città è la nostra ma di anni, la cartolina che riporta questa foto, ne ha parecchi. Eppure in giro per i tabacchi forlivesi di cartoline così datate se ne trovano ancora, questa è appena stata acquistata.

 

Sarà  per colpa dell’avvento della tecnologia: le foto col telefonino ‘fermano’ un momento e sono più personali, sarà che non c’è più la leva obbligatoria con i saluti e i baci da spedire a casa, fatto sta che di cartoline a Forlì, se ne vendono molto poche. Le serie più vecchie convivono con immagini più recenti: ogni 3 anni circa la ‘Tab.Cart’, l’azienda forlivese che le produce, propone qualche nuovo scatto, per un totale di una ventina di immagini in circolazione nei pochi esercizi — una decina — che le vendono. I soggetti ritratti cambiano o sono sempre gli stessi? Davide Vespignani di ‘Tab.Cart’ cerca di inserire immagini nuove. "Ma a Forlì non c’è molto di innovativo da aggiungere, anche se la nostra è una bella città". Quindi ecco piazza Saffi, che la fa da padrone fotografata da varie angolazioni, le carceri, la Torre dell’Oroglogio, il Duomo, piazzale della Vittoria, il Chiostro di San Mercuriale in una bellissima cartolina seppiata e di forma allungata che, però, è stata venduta pochissimo.

 

Ma allora chi compra le cartoline a Forlì? "Vorrei saperlo anch’io — continua Vespignani —. I nostri clienti sono una decina, le edicole non le vogliono vendere, come invece accade ad esempio a Ravenna. Certo non siamo in riviera, dove alcuni esercizi vendono anche 15mila cartoline a stagione, ma il mercato qui è terribilmente poco vivo. I tabaccai mi raccontano che molte cartoline le acquistano i bambini per le ricerche scolastiche. Gli scatti più recenti hanno 3 anni, abbiamo inserito il parco urbano, la cartolina è stata poco venduta per la verità, i notturni della piazza e la Rocca di Ravaldino. Per la prossima serie c’è in progetto di inserire il San Domenico, che doveva già essere presente ma al momento degli scatti era coperto per i lavori". Probabilmente per una città che sta puntando da qualche anno a questa parte sull’arte per rilanciarsi e richiamare turisti, avere immagini del San Domenico dovrebbe essere il minimo.

 

Da qualche tempo, inoltre, fa capolino dagli espositori una ulteriore serie di cartoline, prodotta dalla ‘fotoedizioni Madau’ di Sassari. Le immagini sono quelle classiche, ci sono anche corso Diaz, inquadrata da uno scorcio da cui non si apprezza la mole di lavori per riqualificarla, e piazzetta della Misura, con colori resi un po’ troppo vivaci dalle modifiche grafiche che rendono alcuni punti suggestivi ma irriconoscibili. Negli anni sono cambiate anche le dimensioni, e i prezzi: dalle 200 lire ai 50 centesimi circa nell’epoca dell’euro. Le cartoline più vecchie ancora in circolazione sono perfette per chi cerca nel passato un rifugio tranquillo: la piazza senza la pensilina per gli autobus, il vicolo con la vecchia osteria che ora forse è un bar, la via verso il luogo di lavoro non ancora diventata una rotonda.

Leda Santoro










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